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Martedì, 18 Gennaio 2022
STRAGE DI PERUGIA

Strage di Perugia: così un imprenditore in crisi si trasforma in killer (suicida)

Andrea Zampi ha lasciato un testamento a casa sua e poi è andato in Regione dove ha fatto una strage. Prima di suicidarsi ha gridato: "Mi avete rovinato, ne ho già fatte fuori due"

"Mi mancavano tre cartellini, libretto di fumo, macchine in movimento, una cavolata: mi hanno tolto un accreditamento e di conseguenza i 160mila euro di finanziamento approvato". Era stato lui stesso, Andrea Zampi, il 43enne killer di Perugia a raccontare la sua storia agli studenti della scuola di giornalismo della città umbra.

"E ora sono finito", erano state le sue ultime parole. Parole che oggi suonano beffarde, quasi come un triste presagio.

Zampi, titolare di un'impresa di formazione nel campo della moda, aveva un disperato bisogno di quei soldi. Si è visto chiuso in un vicolo ceco e non ha retto. In passato aveva già avuto problemi psichici e ieri ha messo in atto il suo folle piano. 

Tutto premeditato. Prima di uscire di casa, ha lasciato sul tavolo un testamento con la richiesta di essere cremato. Sapeva che dal Broletto, palazzo della Regione Umbria, non sarebbe uscito vivo. 

Intorno a mezzogiorno è entrato nella struttura ed è andato dritto al quarto piano. Ha sparato alcuni colpi in aria e poi si è diretto verso il suo bersaglio prefissato: l'ufficio istruzione e accreditamento. Lo stesso che gli aveva tolto quei fondi, necessari alla sua azienda in difficoltà.

Perugia, le immagini del luogo della strage

E' entrato. Ha trovato di fronte a sè Margherita Peccati, dirigente 61enne ad un passo della pensione, e Daniela Crispolti, 46enne con un vita da precaria alle spalle ed un futuro incerto dinanzi. Andrea Zampi ha visto tutti i suoi guai e le sue difficoltà materializzarsi davanti gli occhi. Ha buttato delle pratiche sulla scrivania e poi ha puntato la sua beretta calibro nove potenziata.

Ha sparato. Due colpi, forse di più. La Peccati è stata freddata mentre era ancora alla scrivania. Non è riuscita nemmeno a muoversi. Daniela Crispolti ha provato a resistere, a fuggire. Ma si è accasciata senza vita all'uscita della stanza.

Il killer poi è tornato nei corridoi. "Urlava frasi senza senso, ci siamo nascosti e abbiamo pregato", dicono i testimoni, con il terrore ancora negli occhi.

Andrea Zampi si è reso conto immediatamente di quello che aveva fatto. "Mi avete rovinato, ne ho già fatte fuori due", ha urlato. Poi si è chiuso in un ufficio. Li si è messo la pistola in bocca. Ha chiuso gli occhi e ha fatto fuoco contro se stesso. 

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