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Venerdì, 24 Maggio 2024
L'analisi della puntata

House of the Dragon, la spiegazione del terzo episodio (con alcune perplessità)

La recensione e il recap di "Second of his name"

Alle 3 di lunedì 5 settembre on demand, e alle 22.15 su Sky Atlantic, è uscito su Sky l'episodio numero 3 - intitolato Second of his name - della prima stagione di House of the Dragon (la seconda stagione è già stata confermata), la serie tv di HBO che fa da spinoff e prequel al Signore degli... no scusate quella è Gli Anelli del Potere, qui invece la storia originale è quella di Game of Thrones.

Se avete già visto questa puntata in lingua originale con sottotitoli in italiano (alle 21.15 andrà in onda invece l'episodio due doppiato in italiano), forse come noi siete rimasti con alcune perplessità. Se invece ancora non avete visto Second of his name vi avvertiamo che da qui in avanti ci sono più spoiler che draghi nella storia dei Targaryen...

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Il riassunto della trama di House of the Dragon episodio 3

La puntata due, The Rogue Prince, era terminata con l'accordo tra Corlys Velaryon e Daemon Targaryen per combattere nelle Stepstones contro Craghas Drahar, detto "il Nutrigranchi". E dal campo, o forse meglio dire dalla spiaggia di battaglia prende le mosse il nuovo episodio Second of his name

Un soldato di casa Velaryon viene inchiodato da Drahar, per essere meglio divorato dai granchi, mentre questo poveraccio è sicuro che i suoi signori la faranno pagare a questo mostro che in qualche modo - vuoi per la sua "zombità" apparente, vuoi per il fatto che non spiccica una parola - ci ricorda il Re della Notte del Trono di Spade.

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E infatti arriva subito Daemon in sella al suo drago Caraxes (solo a noi ricorda Xabaras di Dylan Dog?) che brucia un po' di nemici. Ma il poveraccio di cui sopra non fa manco in tempo a esultare che il lucertolone sputafuoco lo schiaccia senza volerlo ma anche senza curarsene (come il suo cavalcatore ovviamente, che infatti inizia a non godere più dell'incondizionato appoggio dei suoi uomini).

Drahar però non è mica scemo e con i suoi si rinchiude nelle grotte lì vicino, rendendo di fatto impossibile l'attacco di Daemon, che prova a sfidare il capo-pirata come se quest'ultimo fosse Marty McFly di Ritorno al futuro, ovvero dandogli del fifone. Inutile dire che non funziona, e che la guerra sembra arridere ai pirati.

Ed è quello che Tyland Lannister, stratega del re, prova a dire a Viserys, ma lui è troppo impegnato nei festeggiamenti per il secondo compleanno di Aegon, il suo primo figlio maschio avuto da Alicent Hightower: e così scopriamo che sono passati circa tre anni dalla scorsa puntata.

E come nella prima, Viserys non si preoccupa troppo di quello che succede nel lontano arcipelago tra Westeros ed Essos. Stavolta a distrarlo non c'è un torneo cavalleresco ma qualcosa di simile: una battuta di caccia in onore del compleanno del già citato Aegon, secondo del suo nome (il primo ovviamente era Aegon il Conquistatore).

In questi due anni ovviamente il rapporto con Rhaenyra non è migliorato, anzi è peggiorato sensibilmente da quando la principessa ha visto la sua migliore amica sposare il padre e dargli un erede maschio che secondo tutti prenderà il posto di Rhaenyra anche come erede al trono. Alicent, comunque, la convince a partecipare alla festa-battuta-di-caccia.

Ed eccoci a Kingswood, tra tende, soldati, cacciatori, lord, ladies e insomma parecchia gente a festeggiare. E a tramare, ovviamente. In ogni direzione. Ad esempio, Jason Lannister, fratello gemello di Tyland, ci prova con Rhaenyra, e quel che sembra solo un tipico atto di sbruffoneria lannisteriana avviene in realtà dopo che il re ha dato il suo consenso.

Ma la principessa non ha nessuna intenzione di trasferirsi a Castel Granito a fare Lady Lannister, e non si fa problemi a dirlo né al diretto interessato né al re, che perde la pazienza davanti a tutti, ma per fortuna lo interrompe Otto Hightower per dirgli che i cacciatori hanno trovato un cervo bianco. "Un segno di benevolenza" dice Otto, che ovviamente mira a convincere il Re a nominare suo nuovo erede il nipotino Aegon. 

Viserys però non ha nessuna intenzione di cambiare erede, e lo dice a tutti: a Otto, ad Alicent, a Rhaenyra, a Jason, al maestro delle leggi Strong... Ad ogni modo la figlia non prende bene il complotto matrimoniale alle sue spalle, e neanche che il padre le imponga di sposarsi, quindi se ne va via al galoppo. La rincorre Criston Cole, e facciamo già tutti il tifo per questa coppia.

Sicuramente meglio della proposta di Otto, che suggerisce un matrimonio da vomito tra Rhaenyra e il fratellastro Aegon, e meglio anche della proposta del maestro Strong, che invece propone un matrimonio tra la principessa e Laenor Velaryon, fratello di quella Laena che Corlys gli aveva offerto quando lei aveva solo 12 anni.

Ad ogni modo Rhaenyra e Criston se la intendono, lei si sfoga e lui dice che volendo può uccidere quel Lannister, e lei ride. Nel frattempo Viserys è sempre più ubriaco, alza il gomito e anche la voce con tutti, finché gli viene riferito che hanno trovato il cervo. Che però non è quello bianco promesso. Ad ogni modo il re lo uccide, non senza fatica da ebbrezza, con una lancia donatagli da Jason Lannister. 

Rhaenyra trascorre la notte nei boschi con ser Cole, e i due vengono attaccati da un cinghiale. Criston lo ferma mentre sta per azzannare la principessa, che sfoga la sua rabbia accoltellando la bestia morente. Ah, ovviamente il cervo bianco lo trovano loro, l'indomani mattina, ma lei decide di lasciarlo andare, e chissà che tipo di segno è questa cosa...

Ad ogni modo, di ritorno a King's Landing, Alicent convince il marito. Non a nominare Aegon erde, cosa che neanche lei vorrebbe tanto, ma a inviare truppe in soccorso dei Velaryon e di Daemon, prima che il Nutrigranchi li faccia fuori tutti.

Ed eccoci nelle Stepstones, dove un concilio di guerra vede Vaemond Velaryon, fratello di Corlys, lamentarsi ai limiti dell'ammutinamento contro l'alleato Daemon. La situazione è disperata, e si parla di un tentativo altrettanto disperato per stanare i nemici dalle loro grotte, ma ci vorrebbe il consenso di Daemon.

Nel frattempo arriva un messaggero del re, che porta una lettera in cui Viserys dice che sta mandano dieci navi e duemila uomini in loro soccorso. Daemon dimentica che "ambasciator non porta pene" e picchia il malcapitato.

Scena dopo. Daemon rema su una barchetta verso la spiaggia dove c'è la base dei nemici. Improvvisa una bandiera bianca, depone la spada a terra in segno di resa e attira così l'attenzione di Drahar e dei suoi uomini che gli vanno incontro.

Ma è una trappola: Daemon fa fuori un tot di nemici, mentre i suoi alleati arrivano in soccorso. E soprattutto Laenor arriva in sella a un drago (del resto sua madre è una Targaryen e anche i Velaryon sono di Valyria) bruciando i nemici stanati dalle loro grotte. A questo punto Daemon rincorre Drahar che scappa, e poco dopo esce dalla grotta con il visconte, pardon il pirata dimezzato, nel senso che Daemon lo ha tagliato in due e come gli aveva giurato dà in pasto il cadavere ai granchi. Fine della puntata. 

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Cosa funziona e cosa no in questo nuovo episodio

Da un certo punto di vista, questo episodio sana una ferita che George RR Martin si trascina - peggio delle ferite di Viserys - dalla prima stagione di Game of Thrones. All'epoca, infatti, la battuta di caccia fatale a Robert Baratheon era stata rappresentata praticamente come una gita tra amici.

Il re, suo fratello Renly e altri due se ne vanno con quattro lance nel bosco sperando di trovare un cinghiale (poi vabbè, nella morte di Robert sarà decisivo l'avvelenamento di un Lannister...). 

Ecco, questa scena è il più grosso rimpianto di Martin in GoT (peggio del finale, figuriamoci), perché lui sapeva che quando un re va a caccia ci sono decine e decine di persone, gente che cerca tracce, gente che cattura le bestie da far accoltellare al re, gente che suona il corno ecc. Solo che all'epoca il budget di Game of Thrones era ridottissimo e andò così.

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Ora finalmente Martin ha mostrato che sa come ci si comporta a una battuta di caccia del re. Tuttavia, sempre dal confronto con Il Trono di Spade emerge un altro aspetto, che riguarda la battaglia di questo episodio di House of the Dragon.

Sì, insomma, non possiamo nascondere la delusione per come si è risolta questa questione delle Stepstones e del Crabfeeder. E al di là del fatto che Daemon è più immune ai colpi nemici di quanto fosse Jon Snow, il "problema" qui è proprio il grande nemico.

Già la morte del Night King per mano di Arya aveva fatto storcere il naso a molti, ma qui abbiamo un nemico che per oltre tre anni uccide e tortura centinaia e forse migliaia di soldati di Westeros, e poi muore in quattro e quattr'otto con un piano che sarebbe venuto in mente anche a un bambino.

Tra l'altro, non vediamo neanche un secondo di combattimento tra Drahar e Daemon, e ci viene da pensare che se questo era il nemico tanto temuto, beh allora aveva ragione Viserys a non curarsene minimamente.

Sia come sia, il Nutrigranchi è sparito dalla scena senza neanche una parola, lasciandoci un po' delusi. Speriamo sia solo un incidente di percorso, e non la prova che, se Miguel Sapochnik ha lasciato nei giorni scorsi il ruolo di showrunner (rimanendo come produttore esecutivo) è perché ha avvertito che qualcosa non funziona alla perfezione in questa nuova serie.

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