Giovedì, 3 Dicembre 2020

Valentina Pitzalis: “Costretta a pagare 98mila euro di spese legali. Contro di me una campagna d’odio feroce”

La donna sopravvissuta nel 2011 a un tentato femminicidio da parte dell’ex marito racconta la drammatica vicenda nella puntata di Verissimo di sabato 21 novembre

Valentina Pitzalis

Valentina Pitzalis è ospite di Silvia Toffanin nella puntata speciale di Verissimo contro la violenza sulle donne in onda oggi 21 novembre su Canale 5.

La donna è sopravvissuta nel 2011 a un tentato femminicidio da parte dell’ex marito, morto durante l’agguato, che non si rassegnava alla separazione e ha tentato di darle fuoco appiccando l’incendio nella sua casa di Bacu Abis in Sardegna. Oltre a questa tragedia che l’ha resa invalida al 100%, Valentina ha dovuto sostenere una battaglia legale contro la famiglia di lui che l’accusava di omicidio colposo, incendio doloso e istigazione al suicidio: “Questi nove anni sono stati all’insegna di una campagna d’odio e di diffamazione pazzesca e ferocissima da parte dei genitori di Manuel che sostenevano che io fossi la reale carnefice e che abbia ucciso il loro figlio”, spiega la donna ai microfoni del talk.

La fine dell'incubo di Valentina Pitzalis

Valentina Pitzalis costretta al pagamento delle spese processuali

A Silvia Toffanin Valentina Pitzalis racconta: “Hanno provato varie volte a far riaprire l’inchiesta che era stata chiusa perché era tutto molto chiaro. Ci hanno provato due volte e non è andata bene perché non c’era nessun elemento, ma una terza volta, nel 2017, sono riusciti a farla riaprire. L’indagine è durata tre anni, in cui hanno anche intercettato il mio telefono e quello della mia famiglia per sei mesi. Hanno fatto di tutto e di più. Ma ho sempre avuto fiducia nella giustizia perché sapevo di non aver fatto niente”. E aggiunge: “Sono stata minacciata di morte, sui social mi auguravano cose terribili, anche dopo tutto quello che avevo subito. Io però ho deciso di praticare la felicità anche perché non voglio dargliela vinta in alcun modo”.

Il 1° ottobre di quest’anno l’incubo è terminato con il GIP che l’ha liberata dalle accuse, ma Valentina ha ancora un ultimo ostacolo da superare per mettersi tutto alle spalle: “Dopo tutto quello che ho passato non sono in grado di supportare le spese legali che ho affrontato anche se ho vinto la causa, perché la controparte si è dichiarata nullatenente e non si è arrivati a un processo. Tutte le spese sostenute, che ammontano a circa 98mila euro, dovrei pagarle io. Da sola non riuscirò mai a sostenerle, però l’associazione ‘Fare del bene Onlus’ ha attivato una campagna, che partirà dal 25 novembre, dal nome ‘Aiutiamole’ e che quest’anno ha deciso di sostenermi per aiutarmi a chiudere definitivamente i conti con il passato. Ringrazio tutti quelli che mi vorranno aiutare”.

Valentina Pitzalis, chi è la donna sfigurata dall'ex marito che non si rassegnava alla separazione

La storia di Valentina Pitzalis 

La storia di Valentina Pitzalis comincia in provincia di Carbonia, quando il suo ex marito la convince a recarsi presso il suo appartamento con la scusa di consegnarle alcuni documenti. Quando lei entra in casa Manuel Piredda le getta addosso la benzina e le dà fuoco. Manuel prende fuoco a sua volta mentre Valentina dopo essere rimasta nel rogo per venti minuti viene soccorsa e salvata dai pompieri, ma rimane sfigurata per tutta la vita. In seguito, Roberta Mamusa, madre di Piredda, accusa la donna di aver ucciso il suo ex marito. Nel 2016 i suoi legali presentano una prima denuncia nei confronti di Valentina che però viene archiviata. La donna apre anche una serie di pagine facebook dalle quali accusa Valentina di aver mentito e di aver orchestrato un piano per uccidere l'ex marito. 

Si arriva alla presentazione di una seconda denuncia. Pitzalis viene indagata per omicidio volontario e viene riesumato il corpo di Piredda alla ricerca di ferite da armi da fuoco, come diceva una perizia allegata. Non se ne trovano. La donna viene intercettata per mesi e non si trova nessuna traccia del piano diabolico. Intanto a settembre Mamusa viene condannata per diffamazione nei confronti di Valentina. Una multa di 800 euro e un risarcimento da quantificare, ma con subito una provvisionale di cinquemila euro. Poi la procura chiede l'archiviazione.

Il 1° ottobre l'indagine per omicidio volontario e incendio doloso nei confronti di Valentina Pitzalis è stata archiviata.

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