Venerdì, 17 Settembre 2021
Spettacoli&Tv

Rai, Fazio: "Voglio che mi dicano che sono un valore. Ingerenza politica mai così forte"

Il conduttore si sfoga dopo le pomeniche sul suo megastipendio. E punta il dito contro il servizio pubblico

Fabio Fazio

"Voglio che mi dicano che sono un valore. Oggi è più difficile scegliere di rimanere che andare via". Così Fabio Fazio, ospite del "Festival della tv e dei nuovi media" di Dogliani (Cuneo), si sfoga dopo le polemiche sul suo megastipendio in Rai. E punta il dito contro il servizio pubblico: "Mai l’ingerenza politica è stata così forte come in questi tempi sulla tv pubblica".

"Il teatrino in questi mesi è diventato su quanto guadagniamo, se questo è il problema tolgo il disturbo", spiega il giornalista ad Aldo Grasso. Fazio non nasconde l'amarezza per il polverone sul tetto stipendi (si dice che il suo si aggiri attorno al milione e 800mila euro), ma non chiarisce se la sua intenzione è quella di restare o meno nell'azienda di Viale Mazzini. "Non è un aut aut, è un’esigenza di chiarezza. In questi mesi ho supportato qualunque cosa. Per rimanere bisogna sentirsi utilizzare, se c’è il senso di essere un peso o un problema, per carità tolgo il disturbo". 

"Il servizio pubblico è far bene le cose - prosegue - Il tempo dedicato a far bene le cose è servizio pubblico, poter assumere le persone più brave è servizio pubblico. Il problema minore è la mia sorte, il problema vero è il futuro del servizio pubblico. Si può fare tutto, le opzioni sono diverse, ma bisogna pensare in modo libero e con onestà intellettuale"

L'attacco del conduttore, poi, va all'intromissione della politica negli affari televisivi. "Un’ingerenza di questo tipo non c’è azienda al mondo che possa reggerla, si sta chiedendo alla Rai qualcosa contro natura. Io sono tra i pochi che ha il lusso di poter scegliere se andare altrove e proprio per questo lusso sento di dover dire la verità. Sono in Rai da 33 anni e la Rai coincide quindi con la mia vita e penso che mai come in questa situazione ci sia la necessità di avere un pensiero molto forte sulla tv generalista, per capire se ha senso, se deve ancora esserci".

Le sue parole hanno presto suscitato reazioni ai piani alti. Se il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto lo appoggia ("ha tutta la mia solidarietà, è un valore per la Rai", spiega), il deputato del Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di vigilanza Rai è di ben altro avviso: "Uno scivolone, una caduta di stile, un autogol. Non saprei in che altro modo definire le parole di Fazio - dichiara - Con che faccia si possono sostenere quelle cose? E l'editto bulgaro? La stagione delle telefonate in diretta da Santoro? L'epurazione di Biagi? Tutto dimenticato perché viene toccato il suo megastipendio?".

Il padrone di casa di "Che tempo che fa" è pronto per approdare su nuove emittenti? "Altrove non cambierebbe il mio modo di fare televisione. Ci sono tanti tasti sul telecomando, ci si ritrova. Non bisogna mai vivere di rimpianti, penso che ci possano sempre essere opportunità. Da qualche parte ci saranno idee, farò il mio mestiere. Ci vedremo comunque, non c’è nessun problema".

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