Sabato, 24 Luglio 2021
Consigli streaming

Viaggi nel tempo e BLM, su Netflix c'è un film che merita di essere recuperato: See you yesterday

E c'è anche il cameo di Michael "Marty" J. Fox

I due protagonisti di See you yesterday

Vi capita mai - esplorando il catalogo di Netflix, Prime Video, Disney+ o altre piattaforme - di imbattervi casualmente in un film sconosciuto, di iniziare a guardarlo senza troppe speranze e alla fine di essere talmente soddisfatti da consigliarne la visione a tutti?

È quello che ci è capitato con See you yesterday, che è su Netflix da due anni, precisamente dal maggio 2019. Inserito tra i 10 film con Michael J. Fox da rivedere in streaming per i 60 anni dell'eroe di Ritorno al futuro, ci siamo incuriositi per la trama descritta e gli abbiamo dato una possibilità, anche solo per vedere Fox in un'apparizione recente.

E così, scena dopo scena, siamo stati catturati da questo film ignoto ai più, ma decisamente meritevole di essere visto, soprattutto da chi ama i film sui viaggi nel tempo, ma anche da chi è interessato a conoscere in maniera diversa il movimento di Black Lives Matter.

Prima di spiegare i motivi per cui è consigliato vedere See you yesterday, ecco una sintesi di trama e cast del film.

See you yesterday, di cosa parla e chi c'è nel film Netflix prodotto da Spike Lee

Il primo nome che si fa parlando di un film in genere è il regista, che in questo caso è Stefon Bristol. Ma il nome più importante (forse al pari con Michael J. Fox, che però si vede in una sola scena in cui riesce comunque a dire "Great Scott!", l'espressione che starebbe per "Great God" e che nella versione italiana di Ritorno al Futuro è stata tradotta con "Grande Giove!") è quello di Spike Lee, grande regista di film come Fa' la cosa giusta, Malcom X e Mo' Better Blues.

E il tocco del grande Spike Lee è evidente in questo film che ha per protagonisti due giovani super nerd di Brooklyn, Claudette Josephine Walker (per tutti C.J.), interpretata da Eden Duncan-Smith, e il suo migliore amico Sebastian Thomas, interpretato da Danté Crichlow. I due, che frequentano il liceo scientifico di Brooklyn e hanno appena terminato il penultimo anno, stanno mettendo a punto qualcosa di straordinario: un sistema per viaggiare nel tempo, due vere e proprie time machine che stanno nei loro zainetti.

Ma cosa ci ha insegnato Ritorno al Futuro sui viaggi nel passato? Che bisogna fare estrema attenzione a non alterare il continuum spazio temporale, altrimenti le conseguenze possono essere imprevedibili.

Del resto, la vita è già imprevedibile se si è persone di colore come C.J. e Sebastian a Brooklyn, in un'America dove si fanno sempre più intense le proteste per la brutalità della polizia contro le minoranze etniche: nel film, in particolare, gli afro-americani manifestano per l'omicidio del giovane Francis Pierre (personaggio fittizio, ma che ricorda i tanti, troppi casi analoghi successi davvero). 

C. J. e Sebastian riescono a mettere a punto la loro invenzione e tornano un giorno indietro nel tempo. Ma appena dopo l'esaltazione, arrivano i problemi che noi fan dei film sui viaggi nel tempo conosciamo bene: il rischio di incontrare gli altri sé stessi, il rischio di cambiare il futuro modificando anche solo un dettaglio, il rischio di non avere un futuro per cambiamenti anche lievi. 

E qui ci fermiamo, per non spoilerare troppo. Ma prima, ecco il trailer in italiano di See you yesterday (ma anche dal trailer si capiscono cose che potrebbero rovinarvi sorprese e colpi di scena, siete avvisati).

Perché vedere See you yesterday su Netflix

Anche se i protagonisti sono due ragazzi del liceo, See you yesterday non è (solo) un film per ragazzi, non più - almeno - di quanto lo fosse la saga di Ritorno al Futuro, che aveva come protagonista il sedicenne Marty McFly.

È una storia che si adatta a ogni età, ma che piacerà ai fan dei viaggi nel tempo. Gli aspetti (para)scientifici sono affrontati con dovizia di particolari, roba che neanche Doc Emmett Brown avrebbe saputo spiegarla meglio. E i paradossi che i personaggi creano sono risolti piuttosto bene, al netto ovviamente di qualche inevitabile buco.

Ma ciò che distingue See you yesterday dal suo illustre predecessore e in generale da tutti i film sui viaggi nel tempo è il perfetto mix con l'altra sottotrama, e cioè appunto quella che riguarda Black Lives Matter e la brutalità razzista della polizia di New York e degli USA contro le persone di colore.

In un certo senso, la magia di questo film sta nell'unire un tema di fantascienza come il viaggio nel tempo a un argomento di strettissima attualità: gli aspetti fantastici, quindi, si mescolano con quelli di cronaca, dando vita a un racconto che fa sognare un mondo fantastico ma allo stesso tempo ci tiene ancorati a una realtà tutt'altro che fantastica, ponendo spunti di riflessione molto profondi.

Ci sarà See you yesterday 2? (spoiler: spiegazione del finale)

Arriviamo ora a parlare del finale del film, quindi se ancora non l'avete visto forse è il caso di fermarvi qui: siete avvisati.

Dunque, nell'ultima scena del film vediamo C.J. che corre disperatamente, presumibilmente per fare ancora un tentativo di salvare suo fratello tornando indietro nel tempo.

Il film si chiude così, con la sua corsa, e non c'è una vera conclusione. Un finale aperto, insomma, che ci dà la possibilità di sperare in un sequel del film. In tal senso, possono essere interessanti le dichiarazioni che il regista Stefon Bristol rilasciò al magazine Decider nel maggio 2019, quando il film uscì su Netflix.

"Non volevo che il film fosse infiocchettato. Non ho dato una risposta chiara su ciò che è accaduto né vi ho fatto sapere se il fratello moriva o no" ha detto Bristol. "Spesso, quando un film tragico ha un lieto fine, la gente dice 'tutto è bene quel che finisce bene'. Non volevo questo. Voglio che il pubblico si senta scomodo, che abbia la propria interpretazione di cosa sta succedendo con il nostro Paese". 

Per questo Bristol non ha voluto condividere la propria interpretazione del film, che avrebbe chiuso a qualunque altra teoria degli spettatori. E per questo non si è sbilanciato troppo neanche sulla possibilità di un sequel. 

"Sto pensando di andare avanti con la mia vita e creare qualcosa di nuovo" ha detto ancora Bristol a Decider. "A fare un nuovo film. Personalmente mi piace quando una storia finisce. E non dico nient'altro!"

Una dichiarazione, quest'ultima, che in realtà lascia ancora aperto qualche spiraglio. Del resto, anche il primo Ritorno al futuro aveva un finale aperto, e nei progetti originali di Robert Zemeckis non c'era l'idea di fare un sequel. Figuriamoci due. 

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