Venerdì, 7 Maggio 2021
I numeri e le testimonianze

Covid, in Brasile strage di bambini e pazienti intubati senza anestesia

Medici Senza Frontiere denuncia da una parte l'insufficienza di politiche per la prevenzione alla pandemia, dall'altra una carenza di personale sanitario e farmaci. Paese al collasso e arriva l'appello internazionale

Covid, le condizioni in un ospedale del Brasile - FOTO MEDICI SENZA FRONTIERE

I reparti di Terapia intensiva pieni in 21 delle 27 capitali del paese, un tasso di mortalità tra bambini e neonati che non ha paragone con il resto del mondo e adesso anche i pazienti intubati senza anestesia e con le mani legate perché mancano i farmaci e non c’è alternativa se si vuole salvare la vita di quelle persone. Per Medici Senza Frontiere l’emergenza pandemica da coronavirus in Brasile è ormai salita al livello di “catastrofe umanitaria”. Il paese sta vivendo un lutto enorme e prolungato, soprattutto perché il virus maledetto si sta portando via i più piccoli, i bambini sotto i 9 anni e anche i neonati. Il Covid sta davvero distruggendo il futuro del Brasile. Senza contare il personale medico e sanitario allo stremo, provato dal lutto e dallo stress post traumatico. Serve un freno adesso e l’associazione internazionale, convinta che alla base di tutto questo ci sia la fallimentare risposta governativa al virus, lancia un appello internazionale. Si chiede alle autorità di predisporre un sistema centrale di risposta per prevenire tante morti che si potrebbero evitare. Il paese carioca è senza protezioni.

Scaini a Today: "Ho visto morire il 90% dei miei pazienti"

Proprio lì, in prima linea a combattere nella tana del Covid, è stato anche Roberto Scaini, 47 anni, medico di base a Rimini ma da 10 anni volontario in emergenza per Msf. Ha trascorso un mese, da metà febbraio a metà marzo, in un piccolo ospedale a 500 chilometri da Manaus, capitale dello Stato di Amazzonia. “Siamo andati lì perché quello è uno dei posti più poveri del paese - racconta Scaini proprio a Today.it - Si pensi che non c’era neppure il reparto di Terapia intensiva quando siamo arrivati. Quei 7 posti letto, in cui mettevamo le persone intubate con la respirazione meccanica, li abbiamo creati noi come Medici Senza Frontiere. Ho visto tante persone morire. Dei pazienti che ho avuto ricoverati, siamo nell’ordine delle decine, il 90% è deceduto. Gli altri, quelli che non potevamo salvare perché mancavano personale e posto, li trattavamo con le cure palliative. In Brasile il problema è che la curva epidemiologica è velocissima. Se da una parte non c’è prevenzione e dall’altra non puoi curare, allora è chiaro che hai un numero alto di persone che sia ammalano e un numero basso su cui puoi intervenire. Ne ho visti tanti morire perché non potevamo garantire loro farmaci o adeguata assistenza”.

I numeri del Covid in Brasile

Che la situazione sia drammatica, è evidente dai numeri, che fanno venire i brividi anche all'Europa, al punto che la Francia ha sospeso tutti i voli per e dal Brasile. Secondo i dati ufficiali del governo Sudamericano, nelle ultime 24 ore si sono registrati 3.459 decessi, così il paese ha superato la soglia totale di 360mila morti dall'inizio dell’emergenza. Il virus si propaga ad una velocità rapidissima. Certo, qualcosa è stato fatto, a partire da alcune restrizioni alla mobilità, ma evidentemente non basta, se si pensa che il saldo totale dei positivi a partire dal 26 febbraio 2020, quando é stato ufficializzato il primo caso di Covid, é di 13.673.507. Ma è un numero indicativo, che, secondo gli esperti di sanità nazionale, potrebbe tranquillamente arrivare al doppio, se non addirittura il triplo. Del resto il Brasile è secondo solo agli Stati Uniti per i morti di Covid e terzo dietro Stati Uniti e India per numero di contagi. I disagi più gravi arrivano dallo Stato di San Paolo, il più ricco e il più popoloso con i suoi 46 milioni di abitanti, che conta migliaia di morti al giorno e milioni di contagiati.

Cos'è questa storia della variante brasiliana del coronavirus e perché è pericolosa

L'allarme di Medici senza Frontiere

Secondo Medici Senza Frontiere, a monte c’è un problema con le misure di sanità pubblica, che "sono diventate un campo di battaglia politico in Brasile". Lo dice il dottor Christos Christou, presidente internazionale di Msf, che denuncia come "politiche che dovrebbero fondarsi sulla scienza, vengono orientate da opinioni politiche più che dalla necessità di proteggere individui e comunità dal Covid-19. Le autorità brasiliane hanno assistito alla diffusione illimitata del Covid nell’ultimo anno. Il loro rifiuto di adattare le misure di salute pubblica basate sull’evidenza ha costretto troppe persone a una morte prematura. La risposta necessita di un ripristino urgente, basato sulla scienza e ben coordinato per prevenire ulteriori morti evitabili e la distruzione del sistema sanitario brasiliano, un tempo prestigioso".

L'impegno dei volontari di Msf nel video qui 

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Adesso però la situazione rischia di precipitare nel baratro per almeno due motivi: primo perché il governo non adotta misure importanti per cercare di arginare la diffusione della malattia; secondo perché, in questa condizione, in cui il contagio procede a ruota libera, in tutto il paese mancano le bombole di ossigeno, i medicinali e i dispositivi di protezione. Negli ospedali, ormai al collasso, è emergenza nell’emergenza.

Covid in Brasile, pazienti intubati senza il sedativo 

"Ci implorano di non farli morire” ha raccontato una infermiera dell’ospedale Albert Schweitzer di Realengo, nella zona orientale di Rio, che, per la mancanza di sedativi, ha denunciato al sito G1 di aver dovuto intubare dei pazienti Covid mentre sono vigili. "Sono svegli, senza sedativi, intubati, con le mani legate al letto e ci implorano di non farli morire". "La ventilazione meccanica senza sedativi è una vera forma di tortura per il paziente", ha aggiunto il medico di terapia intensiva Aureo do Carmo Filho. Un'infermiera in servizio in un altro ospedale della capitale carioca, il Sao José, ha detto che alcuni dei 125 pazienti Covid sono morti a causa della mancanza di sedativi: "Non abbiamo farmaci, non abbiamo sedativi per i pazienti in terapia intensiva e purtroppo molti di loro non ce la fanno. Noi operatori sanitari assistiamo disperati, piangendo perché non possiamo fare nulla. Non abbiamo siringhe, non abbiamo nemmeno gli aghi", ha detto l'infermiera allo stesso sito.

Covid in Brasile, strage di bambini e neonati

Insomma, ci sono tantissime persone che sarebbero potute essere salvate e sono morte perché non c’erano i mezzi sufficienti per farlo. Una ingiustizia, ancor più tragica se si pensa che tra quei cadaveri ci sono anche dei bambini. Già, in Brasile stanno morendo anche i neonati. Secondo i dati ufficiali diffusi dal ministero della Salute, tra febbraio 2020 e il marzo 2021, il Covid-19 ha ucciso 852 bambini fino a 9 anni, tra cui oltre 518 neonati. E anche qui si parla di numeri approssimati per difetto visto che, come spiegano gli epidemiologi brasiliani, a molti bambini deceduti non é stato possibile effettuare un tampone. Il motivo? Come per i farmaci, non erano disponibili.

Intanto anche la campagna vaccinale va a rilento, in un paese dove già sarebbe tanto se si rispettassero le regole basilari del distanziamento, dell’uso della mascherina e dell’igiene quotidiano. Al momento, in Brasile sono state somministrate poco meno di 24 milioni di dosi, cioè l'11,26% della popolazione. Di queste, poco meno di 8 milioni di persone hanno ricevuto entrambe le dosi, pari al 3,49% del totale. Ma gli unici due vaccini autorizzati nel paese sono AstraZeneca e quello cinese SinoVac.

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