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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Il progetto / Turchia

La prima centrale nucleare della Turchia (costruita dalla Russia)

Si trova ad Akkuyu e affaccia sul Mediterraneo, a due passi da Cipro: fornirà energia elettrica a 15 milioni di persone. Putin a Erdogan: "Rafforza la multiforme partnership tra i nostri due Stati"

Una volta che tutti i suoi quattro reattori saranno pienamente operativi, dovrebbe garantire il 10% della produzione elettrica della Turchia. Vladimir Putin lo ha definito "il più grande progetto di costruzione nucleare al mondo". Parole che trasudano orgoglio patrio, visto che la prima centrale atomica gestita direttamente da Ankara porta la firma della Russia, per la precisione della sua compagnia statale Rosatom. Un progetto da 20 miliardi di dollari che il leader del Cremlino rivendica come un doppio successo, economico e geopolitico, perché dimostra l'attivismo internazionale del suo Paese in campo energetico, e i legami solidi con un membro della Nato come la Turchia. Il tutto nel pieno della guerra in Ucraina e del muro contro muro tra Mosca e Occidente.

La maxi centrale sul Mediterraneo

La centrale si trova ad Akkuyu, e affaccia sul Mediterraneo, a pochi chilometri da Cipro. Il primo reattore dovrebbe entrare in funzione entro l'estate. Secondo Rosatom, il sito si trova in una zona sismica di quinto grado, considerata la regione più sicura per i terremoti in Turchia. Il progetto dell'impianto prevede un muro esterno in cemento armato e un guscio protettivo interno in "cemento precompresso", con cavi metallici tesi all'interno del guscio in cemento per dare ulteriore solidità alla struttura, afferma l'azienda. Un'ulteriore elemento di sicurezza dovrebbe essere il cono in acciaio da 144 tonnellate chiamato "core catcher" che intrappola e raffredda qualsiasi materiale radioattivo fuso in caso di emergenza. Rosatom ha sottolineato che i suoi moderni reattori sono conformi ai requisiti post-Fukushima dell'Aiea. Secondo i dati del governo, se la centrale entrasse in funzione oggi, da sola potrebbe fornire abbastanza elettricità per circa 15 milioni di persone.

Le relazioni tra Putin e Erdogan

Ieri, c'è stata una sorta di cerimonia di inaugurazione in occasione dell'arrivo del primo carico di carburante. Evento a cui Putin e il presidente turco Recep Erdogan hanno voluto partecipare, anche se da remoto. Presente anche il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, che si è congratulata con Ankara per essere entrata “in una nuova fase del suo sviluppo economico, una nuova fase in cui il nome del Paese figura tra quelli che hanno abbracciato la promessa degli atomi di pace, la promessa degli usi pacifici dell'energia nucleare”.

Erdogan ha ringraziato Putin per il suo sostegno ad Akkuyu, aggiungendo: "Prenderemo provvedimenti per costruire una seconda e una terza centrale nucleare in Turchia il prima possibile". E il leader del Cremlino ha replicato ricordando che questo progetto "di punta" porta "vantaggi economici reciproci e, naturalmente, aiuta a rafforzare la multiforme partnership tra i nostri due Stati". Il riferimento è sia alla guerra in Ucraina, sia alla strategia della Russia di trovare nuovi mercati di sbocco per il suo gas dopo il crollo delle esportazioni via gasdotto verso l'Ue.  

In una telefonata prima della cerimonia, Erdogan e Putin hanno discusso della situazione in Ucraina e dell'accordo sul grano del mar Nero. E il presidente russo ha ribadito la sua richiesta alla Turchia di diventare un hub regionale del gas “per fornire gas naturale agli acquirenti stranieri interessati a prezzi di mercato”. 

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