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Lunedì, 4 Marzo 2024
La decisione

Intesa per lo stop ai visti: per i russi sarà più difficile entrare in Ue

Sospeso l'accordo sottoscritto con la Russia nel 2007. Secondo il capo della diplomazia europea Josep Borrell la procedura sarà più complicata, costosa e burocratica

I ministri degli Esteri dell'Ue hanno raggiunto un accordo sulla sospensione dell'accordo con la Russia del 2007 per la facilitazione dei visti rendendo in questo modo più difficile e costoso l'ingresso dei cittadini russi negli Stati dell'Unione europea. Lo ha annunciato il capo della diplomazia europea Josep Borrell. La sospensione dell'accordo serve a prevenire lo "shopping dei visti" da parte di cittadini russi che cercano di entrare nell'Unione Europea attraverso paesi membri con regole meno severe.

Secondo Borrell l'accordo avrà come conseguenza "una significativa riduzione dell'emissione dei nuovi visti. Il processo sarà molto difficile e molto lungo e l'approccio sarà comune in tutti gli Stati Ue".

La decisione arriva dopo settimane di pressione da parte dei paesi membri confinanti con la Russia per fermare l'arrivo di cittadini russi in possesso di visti Schengen. La sospensione dell'accordo rende la procedura di ottenimento del visto più complicata, costosa e burocratica, oltre ad allungarne i tempi.

"Da metà luglio abbiamo visto un sostanziale aumento degli attraversamenti di confine dalla Russia negli Stati di confine" ha infatti osservato il capo della diplomazia europea. "E questo è un rischio di sicurezza per gli Stati al confine. Ma abbiamo anche visto molti russi viaggiare per piacere e shopping come se non ci fosse una guerra in Ucraina. Gli Stati membri hanno ritenuto non può essere 'business as usual'. Abbiamo concordato che va fatto qualcosa di piu'".

Da qui la decisione di bloccare la facilitazione dei visti. Non solo. "Abbiamo concordato che i passaporti rilasciati dalle autorità russe nei territori occupati dell'Ucraina non saranno riconosciuti" ha detto ancora Borrell. Agli Stati membri viene comunque riconosciuto "un ampio raggio di possibilità per iniziative nazionali sui visti ai cittadini russi, che rispettino le regole Schengen". Resta il problema dei visti già esistenti che sarebbero svariati milioni. Borrell ha spiegato che anche questo problema dovrà essere affrontato con "un approccio comune. Per questo, abbiamo invitato la Commissione a guardare a questa situazione complessa e a fornire linee guida".

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