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Martedì, 31 Gennaio 2023
Politica

Ema, Milano col fiato sospeso: cos'è e come funziona l'Agenzia europea del farmaco

Sono 19 le città candidate ad ospitare la nuova sede: vale 300 milioni di budget allʼanno

Oggi si vota per decidere la nuova sede dell'Ema, l'Agenzia europea del farmaco, dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue causa Brexit. Milano è tra le favorite. Non sarà facile, però, spuntarla tra le diciannove città candidate.

La selezione della nuova sede si svolgerà tramite un complicato meccanismo di voto a Bruxelles, a margine del Consiglio Affari generali dell’Ue, a cui partecipano i ministri degli Affari europei (per l’Italia, il sottosegretario Sandro Gozi). Al termine del Consiglio, nel pomeriggio, una volta uscito il collega britannico, i ministri dei Ventisette passeranno alle urne. Si voterà prima per l’Ema e poi per l’Eba, l'Autorità bancaria europea. Al primo turno, ogni Paese indicherà nella scheda la città candidata favorita (tre voti), e poi la seconda e la terza opzione (rispettivamente due voti e un voto). Ogni Stato membro dovrà attribuire tutti e sei i voti a sua disposizione, e non sarà possibile indicare solo una preferenza, pena l’annullamento della scheda, come in caso di astensione. Al termine del primo turno sarà selezionato il candidato eventualmente indicato come prima scelta (con tre voti) dalla maggioranza dei paesi (14 su 27).

Se, come sembra probabile, nessuna candidatura avrà il sostegno pieno di almeno 14 Stati membri, si passerà al secondo turno, a cui parteciperanno solo i tre candidati piazzatisi meglio al primo turno, conteggiando tutti i voti espressi (come prima, seconda e terza scelta). In questo caso, ogni Paese esprimerà un solo voto per il candidato favorito: vincerà chi otterrà la maggioranza (14 voti o più).

Per l'Italia non è affatto facile. Da tempo i ministri  europei stanno facendo un gran lavoro diplomatico per cercare di conquistare il supporto degli otto paesi che non hanno candidate proprie. Tra le favorite ci sono Bratislava, Amsterdam, Copenhagen e Stoccolma. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala si dice preoccupato proprio dal complesso meccanismo di designazione: "Il sistema di voto è veramente bizzarro, temo che non si premierà la candidatura migliore".

Ema, cosa fa e come funziona l’Agenzia europea del farmaco

Nata nel 1995, diretta da un microbiologo italiano, Guido Rasi, quasi novecento dipendenti, l’Agenzia europeo del farmaco (Ema) garantisce la valutazione scientifica, la supervisione e il controllo della sicurezza dei medicinali per uso umano e veterinario nei Paesi dell’Unione europea. Tra i compiti statutari dell’Agenzia, la promozione della salute dei cittadini e degli animali attraverso la valutazione e il monitoraggio dei medicinali all’interno dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (See).

I compiti principali dell’agenzia – come riportato sul sito dell’Unione europea – consistono nell’autorizzare e monitorare i medicinali nell’Ue. Le imprese vi si rivolgono per richiedere un’autorizzazione all’immissione in commercio unica, che viene rilasciata dalla Commissione europea. Qualora concessa, consente l’immissione in commercio del medicinale interessato nell’intero territorio dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. “Data l’ampiezza del campo di applicazione della procedura centralizzata – si legge sulla home page – la maggior parte dei medicinali veramente innovativi commercializzati in Europa viene autorizzata dall’Ema”.

Nella pratica, l’Agenzia facilita lo sviluppo e l’accesso ai medicinali; valuta le domande di autorizzazione all’immissione in commercio; monitora la sicurezza dei medicinali durante il loro intero arco di vita; fornisce informazioni agli operatori sanitari e ai pazienti. L’Ema è gestita da un consiglio di amministrazione composto da 36 membri, che devono agire nell’interesse pubblico. Non rappresentano nessun governo, organizzazione o settore. Il consiglio definisce il bilancio dell’agenzia e ne approva il programma di lavoro annuale. Il direttore esecutivo dell’agenzia è responsabile di tutti gli aspetti operativi, delle questioni relative al personale e della redazione del programma di lavoro annuale. L’Ema dispone di sette comitati scientifici e vari gruppi di lavoro, cui partecipano migliaia di esperti di tutta Europa.

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