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Giovedì, 30 Maggio 2024
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L'esordio di La Russa: "Ringrazio chi mi ha votato pur non facendo parte del centrodestra"

Le prime parole di Ignazio La Russa da presidente del Senato, il 17 marzo "festa nazionale" e l'incontro con Liliana Segre: il racconto

Ignazio La Russa è il nuovo presidente del Senato. Il cofondatore di Fratelli d'Italia ha ottenuto 116 voti (su una maggioranza di 104) nella prima seduta della diciannovesima legislatura. Sessantacinque le schede bianche, mentre due voti sono andati a Liliana Segre, che presiede l'Aula, e altrettanti per Calderoli. L'Aula di Palazzo Madama, quando lo spoglio delle schede era ancora in corso, ha sottolineato il superamento del "traguardo" con un lungo applauso. Come primo gesto La Russa ha consegnato un grande mazzo di rose bianche alla senatrice a vita Liliana Segre, che lo aveva appena invitato a prendere la parola, dopo l'elezione.

Verso il nuovo governo: la diretta

"17 marzo festa nazionale"

"Segre ha parlato di tre date alle quali non voglio fuggire: il 25 aprile, il primo maggio e il 2 giugno. Io vorrei aggiungere la data di nascita del Regno d'Italia che prima o poi dovrà assurgere a festa nazionale. Queste date tutte insieme vanno celebrate da tutti perché solo un'Italia coesa e unita è la migliore precondizione per affrontare ogni emergenza e criticità", ha detto il nuovo presidente del Senato Ignazio La Russa riferendosi al 17 marzo, data della fondazione del Regno d'Italia. 

La senatrice a vita Liliana Segre aveva aperto la seduta dicendo, tra le altre cose, che "Le grandi nazioni dimostrano di essere tali anche riconoscendosi coralmente nelle festività civili, ritrovandosi affratellate attorno alle ricorrenze scolpite nel grande libro della storia patria. Perché non dovrebbe essere così anche per il popolo italiano? Perché mai dovrebbero essere vissute come date 'divisive', anziché con autentico spirito repubblicano, il 25 Aprile festa della Liberazione, il primo Maggio festa del Lavoro, il 2 Giugno festa della Repubblica? Anche su questo tema della piena condivisione delle feste nazionali, delle date che scandiscono un patto tra le generazioni, tra memoria e futuro, grande potrebbe essere il valore dell'esempio, di gesti nuovi e magari inattesi".

"Il mio è un compito di servizio"

"Non ci crederete ma non avevo preparato discorsi". L'esordio di Ignazio La Russa da presidente del Senato arriva con queste parole. La Russa ha ringraziato tutti coloro che lo hanno votato, ma anche chi non lo hanno fatto e chi lo ha ha votato pur non essendo di centrodestra". La sua elezione, infatti arriva in una coalizione già divisa.

Chi è Ignazio La Russa, nuovo presidente del Senato

A proposito di coalizione, La Russa ha anche voluto rendere omaggio all' "amico" Roberto Calderoli, suo principale antagonista nelle trattative degli ultimi giorni, che considera, testuali parole, seduto accanto a sé. Salendo al banco di presidenza, il nuovo Presidente del Senato ha portato un mazzo di rose bianche per la senatrice a vita Liliana Segre.

Ignazio La Russa, nuovo presidente del Senato, consegna delle rose bianche a Liliana Segre

"Ho cominciato a fare politica nelle formazioni giovanili in momenti durissimi", ha detto la Russa parlando della sua storia politica, con una citazione: "C'è una frase che mi ha ispirato, di un presidente della Repubblica di estrazione certo diversa dalla mia, un presidente che abbiamo apprezzato anche per le sue esternazioni extra politiche: 'Nella vita è necessario saper lottare non solo senza paura ma anche senza speranza'". Il riferimento era a Sandro Pertini, presidente della Repubblica  dal 1978 al 1985.

"Il mio è un compito di servizio - ha continuato La Russa - non devo cercare oggi agli applausi, non devo dire parole roboanti o captare la vostra benevolenza. Lo dovrò fare ogni giorno, le scelte che dovrò fare a volte piaceranno a volte non piaceranno. Non c'è bisogno di parole che suscitano un applauso, ma solo di una sincera promessa: cercherò con tutte le mie forze di essere il presidente di tutti", la conclusione di Ignazio La Russa nel suo primo discorso da presidente del Senato chiuso da un lungo applauso.

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