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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Il caso

Multe per l'uso delle parole straniere, Rampelli: "Buona parte degli italiani non conosce l'inglese"

Il deputato FdI e vicepresidente della Camera spiega di voler andare avanti con la sua proposta di legge sulla lingua italiana. Ma leggendola si trovano alcune novità importanti

Con la proposta di legge sulla difesa della lingua italiana "vado avanti. Non mi lascio intimidire da quei somari, o ignoranti, che l'hanno criticata senza leggerla", afferma il vicepresidente della Camera (FdI) Fabio Rampelli in un'intervista al Messaggero. "Una buona parte di cittadini italiani non conosce una lingua straniera - spiega così il motivo della proposta -: gli anziani, chi ha dovuto abbandonare gli studi per esigenze economiche o sociali". E poi, afferma Rampelli, tra gli Stati europei l'Italia "ha la lingua più importante, derivata dal latino, da cui si sono formati molti altri idiomi. Dobbiamo evitare che collassi", dice.

Le multe fino a 100mila euro per chi usa parole straniere

Il deputato parla di "inesistenti multe per chi userà parole straniere", "non vengono sanzionati i cittadini". La sanzione fino a 100 mila euro per l'uso dell'inglese "è alta proprio perché agisce solo su pubbliche amministrazioni, società pubbliche o private, multinazionali", spiega. "Ogni persona è e resterà libera di parlare come vuole - assicura il deputato -, ma la Pubblica amministrazione no. Lo Stato deve parlare italiano". La proposta, assicura Rampelli, "non c'entra nulla" con l'autarchia linguistica del fascismo. "Basta con questi continui riferimenti al fascismo - dice -. Il fascismo è morto nel '45".

Ma cosa dice la proposto di legge "contro i forestierismi" 

Vediamo cosa dice in dettaglio la proposta di legge contro le lingue straniere.Al secondo articolo della Pdl si specifica l'obbligo dell'uso della lingua italiana "per la promozione e la fruizione di beni e di servizi pubblici nel territorio nazionale". E ogni informazione presente in un luogo pubblico "ovvero derivante da fondi pubblici" deve essere trasmessa in lingua italiana. Inoltre, per ogni manifestazione, conferenza o riunione pubblica organizzata nel territorio italiano è obbligatorio "l'utilizzo di strumenti di traduzione" per garantire "la perfetta comprensione in lingua italiana dei contenuti dell'evento".

Un aspetto questo che non mancherà di creare polemiche specialmente nelle città dove è alto il numero degli stranieri presenti. Si pensi ad esempio ai momenti di preghiera e altri aspetti religiosi o comunitari connessi ad esempio alle prediche degli imam. 

La proposta di legge inoltre limita all'uso dell'italiano anche i "regolamenti interni delle imprese che operano nel territorio nazionale", così come prescrive che "chiunque ricopre cariche" all'interno delle istituzioni italiane, della pubblica amministrazione, di societa' a maggioranza pubblica e di fondazioni "è tenuto" alla conoscenza e alla padronanza scritta e orale della lingua italiana, "le sigle e le denominazioni delle funzioni ricoperte nelle aziende che operano nel territorio nazionale" devono essere in lingua italiana. 

Stop anche alle "scuole straniere" salvo che per "le offerte formative non specificamente rivolte all'apprendimento delle lingue straniere devono essere in lingua italiana".

Comitato di tutela della lingua a parte sono questi gli aspetti più dirompenti della proposta di legge che all'articolo 8 tratta infine il tema delle sanzioni: "La violazione degli obblighi di cui alla presente legge comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da 5.000 euro a 100.000 euro".

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