rotate-mobile
Venerdì, 27 Maggio 2022
Politica

Quirinale, Pd e Pdl ancora insieme: "Scheda bianca"

Dopo il flop di Marini il Partito democratico aspetta che la notte porti consiglio e sceglie di non votare nessun candidato. Torna in auge il nome di Prodi, ma c'è chi tra i democratici che vuol sposare la linea Rodotà

Le stime erano state gentili. Franco Marini non ce la farà alla prima chiamata. Per trenta, massimo quaranta voti. E invece lo spoglio ha certificato la sconfitta della linea Bersani: l’ex presidente del Senato si è fermato a 521 preferenze. Lontano di ben 151 voti dalla soglia del Quirinale. Laura Boldrini, il presidente della Camera, ufficializza la conta, e il progetto Marini si sfalda.

L'ASSE PD-PDL NON CE LA FA: NO A MARINI

E con lui il Pd e il progetto Berlusconi. Si chiama effetto a caduta. Il Pd esce con le ossa rotte da un vertice infuocato, Marini passa a minoranza, con Vendola, i renziani e parte dell’apparato Pd che sbattono la porta. Una frattura profondissima, che si è protratta per tutta la notte e si esplicata nella prima chiamata a camere congiunte. Un terremoto che ha sommerso tutti i discorsi fatti fino a ieri e che apre scenari nuovi.

SCHEDE BIANCHE – Nuovi e complicati. Tanto che il Pd si è preso una pausa di riflessione. Alla seconda chiamata, troppo vicina alla prima per trovare una soluzione, i democratici voteranno scheda bianca. Si cerca di far passare la giornata per poi in serata riaprire il dibattito interno. Così farà Berlusconi e il Pdl e la Lega che addirittura pare orientata a non prendere parte al voto fino alla quarta tornata, quando il quorum si abbasserà dai 2/3 alla maggioranza assoluta.

"SUPERCAZZOLA QUIRINALE": UN VOTO ANCHE AL CONTE LELLO

Tutto il Parlamento in sostanza aspetta le mosse del Pd. Che in queste minuti si sta interrogando vorticosamente sul da farsi. L’idea, sponsorizzata ma Ignazio Marino, il candidato a sindaco di Roma dei democratici, è quella di convergere su Stefano Rodotà. Così come ha scelto Vendola in mattinata. Il problema è che 200 franchi tiratori sono una cifra enorme. E non sarà facile trovare la via d’uscita da qui a domani mattina. E infatti Rodotà non è l’unico nome che si sta facendo largo. Dopo la débâcle Marini, e tornato in auge il nome di Romano Prodi. Che piace a Renzi, che piace a Beppe Civati: “Quello che vedo è scheda bianca alla prossima votazione e poi una nuova linea per il Pd: una linea che ha un nome e si chiama Prodi”.

L'INTERVISTA: "VI RACCONTO COSA STA SUCCEDENDO NEL PD"

5 STELLE – E mentre Pd, Pdl e Lega convergono verso il bianco, il Movimento 5 Stelle lancia l’ennesimo appello al Pd. Partendo dalle parole dell’onorevole Luigi Di Maio: “Bersani è riuscito nell’operazione di compattare il Pdl e il centrodestra tutto da una parte, e sfasciare il Pd. Ora è il momento di convergere su Rodotà”. Gli fa subito eco Vito Crimi, il capogruppo al Senato dei grillini: “Rodotà non è un candidato del M5S potrebbe essere un presidente di tutti quindi non vedo perché' non potrebbe essere accolto dal Pd. Spieghino a noi e ai suoi elettori perché il Pd dice no a Rodotà prima di chiederci altre proposte”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Quirinale, Pd e Pdl ancora insieme: "Scheda bianca"

Today è in caricamento