Renzi si smarca dal Pd (e punta ai voti di Zingaretti): "Conte non è un punto di riferimento"

Il leader di Italia Viva risponde al segretario dem, che venerdì aveva elogiato il premier descrivendolo come una sorta di stella polare per le forze di sinistra. "Al 2023 arriveremo con le nostre idee, non grillizzati. Non saremo mai la sesta stella di Beppe"

Matteo Renzi

"Non credo che Conte sia un punto di riferimento per i progressisti". Lo dice il leader di 'Italia Viva' Matteo Renzi in un'intervista a 'Repubblica' rispondendo a Nicola Zingaretti che venerdì sul 'Corriere della Sera' aveva elogiato il premier descrivendolo, appunto, come una sorta di stella polare per le forze di sinistra.

Italia Viva però guarda altrove. "Per me la legislatura deve andare a scadenza naturale" afferma Renzi. "E deve eleggere nel 2022 il Presidente della Repubblica. Ma senza aumentare le tasse o fare norme populiste, giudiziarie o economiche. Al 2023 arriveremo con le nostre idee, non grillizzati. Non saremo mai la sesta stella di Beppe, non ci iscriveremo alla piattaforma Rousseau". 

Quanto a Conte non può essere considerato un punto di riferimento. Non per Italia Viva. "È il premier, lo rispetto - dice l'ex segretario dem -, ma ricordo le sue frasi sul populismo, sul giustizialismo, sulla Diciotti, sul reddito di cittadinanza, su quota 100. Se però per Zingaretti Conte è l'uomo giusto, amici come prima. Per noi non lo è stato, non lo sarà: con lui governiamo in condizioni emergenziali".

E ancora: "La norma Bonafede sulla prescrizione è uno scandalo, entrato in vigore solo grazie ai voti di Salvini. Un processo senza fine è la fine della giustizia. Vedremo quali strumenti tattici utilizzare per risolvere il problema. Ma in Parlamento su questo tema oggi Bonafede è in minoranza: se propone una mediazione, bene. Altrimenti, si voti in Aula e vediamo come va. Noi tra il giustizialismo e lo stato di diritto sappiamo benissimo da che parte stare. Gli altri decideranno".

L'ex premier ha inoltre fatto mettere a verbale il 'no' di Italia Viva alla norma, approvata in Cdm col Milleprororoghe, sulla revoca delle concessioni autostradali. 

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Renzi a caccia di elettori dem

Su giustizia, infrastrutture ed economia Renzi rimarca dunque la distanza di Italia Viva da M5s e Pd. Evidente l'intenzione dell'ex premier di corteggiare quegli elettori dem scettici sull'allenza "strutturale" tra democratici e cinque Stelle. I sondaggi per ora gli danno ragione, ma solo in parte: secondo l'ultima rilevazione Ipsos le dinamiche sui flussi di voto dicono che il Pd soffre sopratutto Italia Viva. Il partito di Renzi resta tuttavia fermo al 5,3%: non è una debacle, ma neanche un successo. 

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