Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica Milano

Sì alla legge sulle telecamere negli asili nido

C'è l'ok da parte del consiglio regionale della Lombardia. Critiche le opposizioni: per evitare gli episodi di maltrattamento occorre anzitutto lavorare sulla formazione degli educatori e delle educatrici

Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge sulle telecamere di sorveglianza all'interno degli asili e delle scuole d'infanzia. Previsti 300mila euro per il 2018 e 2019 per attività di formazione e sensibilizzazione e 600mila euro per il 2019 e il 2020 come contributo per gli istituti che intendono installare i dispositivi. 

Soddisfatte le due proponenti, l'assessore alla famiglia Silvia Piani (Lega) e la consigliera Silvia Sardone (misto ex Forza Italia). Hanno votato a favore 57 consiglieri, mentre in 16 hanno votato contro. Due consiglieri (il presidente dell'aula Alessandro Fermi e l'esponente dei Lombardi Civici Niccolò Carretta) non hanno partecipato al voto.

"L'obiettivo è tutelare i nostri bambini prevenendo i maltrattamenti e favorendo, a tale scopo, l'installazione su base volontaria di videosorveglianza a circuito chiuso", ha commentato Piani dopo il voto. "La sicurezza dei più piccoli deve essere una priorità assoluta. Grazie alle telecamere tutto sarà più trasparente e i dispositivi potranno fungere anche da deterrente", ha aggiunto Sardone ricordando che i bambini, in tenerissima età, "non sono in grado di denunciare i maltrattamenti e non possono essere lasciati soli". Sardone si è augurata che il finanziamento possa essere, in seguito, ulteriormente aumentato.

Arrivano le telecamere negli asili nido: "Prevenzione contro i maltrattamenti" 

Le critiche delle opposizioni

La maggioranza di centrodestra ha poi replicate alle accuse sul "rischio Grande Fratello", sottolineando che nessun asilo nido verrà obbligato a installare le telecamere e che la sorveglianza sarà a circuito chiuso, per cui le immagini potranno essere visionate solo dalle forze dell'ordine e solo in caso di denunce o semplici segnalazioni. 

A favore del provvedimento si è espresso il Movimento 5 Stelle, mentre il centrosinistra si è opposto ricordando (con Michele Usuelli di +Europa, Paola Bocci del Pd e Elisabetta Strada dei Lombardi Civici) che per evitare gli episodi di maltrattamento occorre anzitutto lavorare sulla formazione degli educatori e delle educatrici. 

"Il provvedimento non è stato corredato da dati statistici", ha dichiarato Usuelli (che ha presentato 100 emendamenti alla legge): "Dove sono i numeri che dimostrano la necessità di installare le telecamere, dove i dati che evidenziano l'utilità della videosorveglianza, quali sono i Paesi che hanno adottato questi sistemi e con quali esiti? Si investono 600 mila euro, che diventeranno un milione e 800 mila a regime, che potrebbero essere utilizzati per iniziative utili di formazione e quindi di reale prevenzione, come i test periodici di autocontrollo o i tirocinii".
 

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