Martedì, 21 Settembre 2021

"Italiani, venite in Albania: qui meno tasse e burocrazia"

Il paese è in crescita e sempre più nostri concittadini lasciano l'Italia per far rotta verso Tirana e dintorni. Ma non è tutto oro quel che luccica: l'analisi di EuropaToday

Il premier albanese Edi Rama

Ieri il premier albanese Edi Rama ha accolto una delegazione di circa duecento aziende che stanno investendo o che sono pronte a investire nel paese dei Balcani occidentali, considerato, a torto o ragione, il nuovo Eldorado delle imprese italiane (e della delocalizzazione). “Gli imprenditori italiani trovano in Albania meno tasse e burocrazia che nel loro paese”, ha detto Rama. Su tasse e burocrazia, del resto, il premier non mente: la pressione fiscale in Albania è intorno al 15%, un operaio costa in media 300 euro al mese e le pratiche amministrative sono più rapide.

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Il costo della vita più basso, poi, rende ancora più vantaggioso stabilirsi qui. Ecco perché sempre più italiani si stanno trasferendo in Albania: tra chi si è spostato in pianta stabile e chi fa il pendolare, le presenze italiane hanno raggiunto quota ventimila. Si stima che solo nel 2016, circa 250 imprese del Belpaese abbiano aperto una sede al di là dell'Adriatico. E lo stesso tragitto lo stanno facendo tanti emigranti albanesi “di ritorno”, coloro che negli anni passati hanno raggiunto l'Italia in cerca di fortuna e che adesso sperano di ritrovarla in patria. Secondo le ultime stime, ogni anno circa duemila albanesi lasciano l'Italia per far ritorno a casa.

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Ma non è tutto oro quel che luccica, come spiega nel dettaglio EuropaToday. Continua a leggere.
 

Fonte: EuropaToday →
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