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Lunedì, 17 Giugno 2024

Alessandro Rovellini

Direttore responsabile

Piero Angela diceva l'unica messa che valeva la pena ascoltare

Prendete una puntata di Superquark. È pressoché identica, da anni. Una liturgia di mezza estate, una messa laica. Prima c'è il documentario Bbc: comportamento animale, paesaggi mozzafiato, il bello della nostra Terra. Poi le rubriche e i servizi. Gli esperimenti di fisica con modellini semplici e intuitivi, gli appunti storici di Alessandro Barbero, le inchieste dai laboratori scientifici di tutto il mondo, l'etologia col compianto Danilo Mainardi. Infine la scienza in cucina o le scoperte mediche. Si ascolta in silenzio, si riflette. E quando si spegne il televisore ci si sente più ricchi.

L'officiante è Piero Angela. Il che porta a un bel paradosso: può essere ministro del culto chi ha fatto della razionalità e dell'immanenza il proprio faro? Sì, se la religione si chiama, semplicemente, 'essere umano'. Angela ci ha avvicinato al bello e al complesso che spingono il mondo, alla forza esplosiva, infinita e propulsiva dell'ingegno dell'uomo. Ha spezzettato per ricomporre in modo chiaro e semplice, aprendo a tutti i confini del sapere. Ci ha mostrato come i semi dell'autodistruzione abbiano un antidoto nel quale riporre fiducia: noi stessi e le nostre menti. 

Non è retorica. Sono quasi 70 anni di libri, trasmissioni, interviste. Tutti con un intento univoco e un solco delimitato. Prosaicamente, almeno in Italia, è precursore dello 'spiegone'. Oggi passiamo giornate a molestare gli smartphone alla ricerca di tracce giornalistiche che ci raccontino "perché succede così" o "cosa dobbiamo fare?". Lui aveva compreso che fare divulgazione era questo, in anticipo su tutto e tutti: darci gli strumenti per capire e per decidere il meglio. Non ci sono risposte semplici, il metodo scientifico è cementato dal dubbio; ci sono invece ragionamenti, che partono da un punto, eliminano scelte o ipotesi e arrivano a un altro punto. Che per molte cose è quanto di più vicino a una risposta ci possa essere. La sua modernità, inoltre, non finisce qui. È stato, lo potremmo dire con un termine oggi in voga, un fenomenale - e forse uno dei primissimi - 'debunker'.

Ho divorato e ridivorato alcune parti dei suoi libri. Angela era amico di James Randi, prestigiatore e smascheratore di ciarlatani. Racconta spesso dei loro incontri, di come insieme osservavano truffatori e imbonitori e di come, miseramente, questi crollavano. Nessuno riesce a piegare il metallo con la mente, nessuno muove gli oggetti, nessuno parla coi morti, nessuno provoca transustanziazioni. O almeno nessuno è mai riuscito a provarlo in condizioni verificabili da terzi. Il milione di dollari promesso da Randi ai dimostratori dei paranormale sarebbe ancora lì, intonso e intatto. "Piero Angela fu tra i primi a comprendere che nel nostro Paese ci fosse necessità di un movimento culturale e di opinione capace di promuovere la scienza e il pensiero razionale, contrastando la diffusione di teorie pseudoscientifiche", lo saluta con commozione Della Sala, presidente del Cicap, il cui "padre" era proprio Angela. "Pensò, quindi, di affidare questo compito a un Comitato che raccogliesse esponenti della comunità scientifica e tanti cittadini e cittadine, perché i risultati e i metodi della scienza non sono un patrimonio di pochi, ma una ricchezza per tutta la collettività. Anche di questo gli siamo grati e per questo continua il nostro impegno, per portare avanti il suo lavoro e i suoi insegnamenti", conclude Della Sala.

La psicologia delle bufale, argomento spesso affrontato da Superquark, mostra quanto fosse necessario e inderogabile il lavoro di Angela. In un Paese di politici negazionisti e revanscisti, dove partiti apertamente in dissenso col sapere scientifico si candidano a governare (sic), nel suo commiato Angela ci invita "a fare la nostra parte". Sia anche un sassolino ad argine di una diga di complottismo e irrazionalità, è il suo più grande, sconfinato lascito.

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