Lunedì, 8 Marzo 2021
Milano

Coronavirus, disastro in Lombardia: 4.126 nuovi contagi in un giorno (1.858 a Milano)

Crescita esponenziale dei nuovi positivi, con 36.416 tamponi effettuati. Giovedì entrerà in vigore la nuova ordinanza emanata da Attilio Fontana

Sono più che raddoppiati i contagi da coronavirus in Lombardia e quasi raddoppiati nella provincia di Milano: i nuovi positivi comunicati nelle ultime 24 ore sono 4.126 e 1.858. Sono 36.416 i tamponi eseguiti in Lombardia: ieri erano 21.726. Si tratta di numeri record che portano il rapporto tamponi/positivi circa all'11%, rispetto al 9,3% di ieri.

Bollettino coronavirus Lombardia e Milano di oggi 21 ottobre 2020

Il precedente record di casi positivi era del 21 marzo scorso con 3251 positivi, ma un numero di tamponi molto più contenuto. Sono venti le vittime. Dei nuovi positivi circa trecento sono ricoverati in reparti Covid e un decina in più sono i pazienti in terapia intensiva. Ieri i nuovi casi erano 2023. Quasi il doppio anche quelli di Milano e provincia, oggi 1858 a fronte dei 1054 di ieri.

Proprio in Lombardia è stato confermato il focolaio nel reparto di Cardiologia dell'ospedale Sacco di Milano: una ventina gli infermieri positivi, più un medico. L'ospedale ha precisato che i contagi sarebbero avvenuti all'esterno della struttura ospedaliera. Non è ancora chiaro né dove né quando si siano verificati. Il personale sanitario risultato positivo al coronavirus è stato isolato.

La nuova ordinanza in Lombardia: coprifuoco dalle 23 alle 5

Giovedì 22 ottobre entrerà in vigore in tutta la Regione il coprifuoco previsto dalla nuova ordinanza valida fino al 13 novembre dalle 23 alle 5 del mattino successivo ci si potrà spostare solo per "comprovate esigenze lavorative situazioni di necessità e urgenza e motivi di salute". È in ogni caso permesso il rientro a casa, presso il proprio domicilio o residenza. Sarà necessaria un'autocertificazione e le sanzioni sono quelle previste dal decreto dello scorso 25 marzo sull’emergenza coronavirus: da 400 a 3mila euro.

Autocertificazione per gli spostamenti: dove (e quando) serve di nuovo

La decisione del coprifuoco è stata presa dopo aver esaminato le proiezioni sui contagi che a fine mese, se non dovesse cambiare questo trend, potrebbero portare fino a 4mila ricoveri nei normali reparti e a circa 500 in terapia intensiva.

"Noi siamo qua per cercare di trovare delle soluzioni, perché se la pandemia si scatena in una grande città l'effetto è dirompente", ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ai microfoni di Radio Deejay parlando dell'aumento dei casi in città e provincia. "Questo per dire che la situazione è oggettivamente grave e io non posso stare qua a girarmi dall'altra parte, bisogna fare le cose con buonsenso", ha concluso.

Riapre l'ospedale in Fiera a Milano

L'ospedale in Fiera a Milano verrà riaperto insieme alla struttura sanitaria da campo di Bergamo. Lo ha deciso Regione Lombardia nel pomeriggio di mercoledì 21 ottobre. Le strutture riapriranno "nei prossimi giorni e garantiranno al sistema lombardo i primi 201 posti letto aggiuntivi di cure intensive, che saranno gradualmente occupati", hanno dichiarato in una nota congiunta il governatore Fontana e l'assessore al Welfare Giulio Gallera.

"La situazione epidemiologica attuale in rapida evoluzione – ha spiegato il presidente Fontana – rende necessaria l’adozione di misure organizzative straordinarie per potenziare l’offerta sanitaria di posti letto da destinare all’emergenza-Covid, cercando di garantire contemporaneamente una adeguata assistenza ai pazienti affetti dalle altre patologie".

"È saltato il contenimento a Milano, Napoli e probabilmente a Roma"

"Milano, Napoli, probabilmente Roma sono già fuori controllo sul piano del contenimento dell'epidemia, cioé test e tracciamento. Quando non riesci a contenere devi mitigare, ossia devi bloccare la mobilità", ha detto Walter Ricciardi, professore di Igiene generale e applicata e consigliere del Ministro della Salute Roberto Speranza per il coordinamento con le istituzioni sanitarie internazionali, nel webinar "Pandemia di Covid-19 in Italia: riflessione sugli aspetti epidemiologici, clinici e di Sanità pubblica" al Policlinico Gemelli.

"Le decisioni prese - ha aggiunto Ricciardi - peraltro in un contesto confuso di competenze diverse tra Stato e Regioni, rischiano di non riuscire a bloccare il dilagare del virus, che non conosce confini. Dobbiamo resettarci per prendere le decisioni giuste al momento giusto e non quando è troppo tardi. È chiaro che se si decide quando ci sono le bare è facile, la gente sarà spaventata, ma sono decisioni che vanno prese due, tre, quattro settimane prima. La politica sia coraggiosa, se non hai sicurezza e salute non puoi avere una buona economia".

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