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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Coronavirus, approvato l'uso del ruxolitinib: una speranza per i casi meno gravi

Il farmaco, già sperimentato a Livorno, potrebbe essere in grado di mitigare gli effetti della severa reazione infiammatoria indotta dall'infezione da COVID-19 evitando il percorso più critico in terapia intensiva

L'agenzia italiana del farmaco ha approvato l'uso del ruxolitinib nell'ambito di un protocollo di uso compassionevole per pazienti affetti da COVID-19. Secondo la revisione scientifica dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani il farmaco potrà essere somministrato in pazienti con insufficienza respiratoria ma che non necessitano di ventilazione assistita invasiva. 

Il Ruxolitinib, già sperimentato a Livorno, avrebbe mostrato effetti mitigatori della severa reazione infiammatoria indotta dall'infezione da COVID-19. Il farmaco, normalmente utilizzato in ambito ematologico, ha effetti antinfiammatori legati all'inibizione del rilascio di citochine. Agirebbe quindi in una fase precoce della malattia rispetto al tocilizumabimpedendo l'aggravamento dei pazienti non ancora in ventilazione assistita ed evitando il percorso più critico in terapia intensiva.

Novartis, azienda produttrice del farmaco, ha annunciato l’avvio di un nuovo studio clinico internazionale. "Attualmente non esistono evidenze sull’utilizzo di ruxolitinib nei pazienti affetti da COVID-19, né vi sono al momento indicazioni sul loro utilizzo in tipologie specifiche di pazienti affetti dall’infezione virale anche se, in relazione all’attività inibitoria sulle citochine proinfiammatorie, ruxolitinib mostra effetti antinfiammatori legati all'inibizione del rilascio di citochine".

La tempesta di citochine è un tipo di grave reazione immunitaria che può derivare dall’infezione da coronavirus e può contribuire a problemi respiratori nei pazienti con COVID-19. L’evidenza preclinica e report clinici preliminari suggeriscono che il farmaco potrebbe ridurre il numero di pazienti che necessitano di terapia intensiva e ventilazione meccanica.

Il farmaco sarà disponibile per tutti centri ospedalieri italiani in seguito a richiesta del medico e Novartis si impegna, per tutta la fase di emergenza, a fornire gratuitamente ruxolitinib ai pazienti affetti da COVID-19, predisponendo un piano di produzione molto preciso per far fronte alle richieste aggiuntive che potrebbero arrivare e garantendo – al tempo stesso – la continuità terapeutica per i pazienti ematologici attualmente in terapia.

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