Martedì, 2 Marzo 2021

L'Europa mette l'Italia tra le zone rosso scuro: cosa cambia per i cittadini

La Commissione europea scoraggia tutti i viaggi "non essenziali" tra i Paesi dell'Ue e si prepara a varare misure più stringenti per le aree più a rischio (tra cui alcune regioni del nostro Paese). Von der Leyen: "Decisione difficile ma necessaria"

Foto di repertorio

La Commissione europea scoraggia tutti i viaggi "non essenziali" tra i Paesi dell'Unione europea e appoggia la proposta dei capi di Stato e di governo della scorsa settimana di istituire delle zone "rosso scuro" in aggiunta a quelle già presenti (verde, giallo, arancione, rosso e grigio) nella mappatura del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc). Lo hanno reso noto i commissari Ue per la Giustizia, Didier Reynders, e per gli Affari Interni, Ylva Johansson, in conferenza stampa. Secondo la Commissione europea vanno allo stesso tempo evitate chiusure delle frontiere per assicurare il funzionamento del mercato interno.

Tre regioni italiane e la provincia Bolzano diventano "rosso scuro"

Anticipando i risultati di una simulazione della nuova mappa del contagio, il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders ha fatto sapere che anche alcune zone dell'Italia diventeranno 'rosso scuro'. Si tratta di zone in cui il virus circola ad alti livelli nelle quali i tassi di notifica di nuovi casi negli ultimi 14 giorni è superiore a 500 persone ogni 100mila abitanti. "Dieci-venti Paesi Ue", ha detto Reynders, presentano zone ad alto rischio che passano nella categoria 'rosso scuro': tra questi ci sono ampie zone del Portogallo e della Spagna e alcuni territori in Italia, Francia, Germania e Paesi scandinavi. 

Per quanto riguarda l'Italia, secondo l'agenzia Dire le regioni rosso scuro dovrebbero essere Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna e Provincia autonoma di Bolzano. Quesi i territori per i quali la Commissione europea propone restrizioni più severe riguardo agli spostamenti trasfrontalieri. Se la misura verrà confermata i cittadini di queste regioni dovrebbero essere sottoposti all'obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell'Unione Europea.

    aree rischio ue 2-2

    Le restrizioni per chi viaggia nell'Ue

    Secondo la Commissione europea, chi rientra nel proprio Stato di residenza dovrebbe eseguire il tampone, con l'eccezione dei lavoratori transfrontalieri e di quelli del settore dei trasporti. Oltre al test per la ricerca del Covid, ai viaggiatori potrebbe essere chiesto di osservare un periodo di autoisolamento per un periodo fino a 14 giorni, a condizione che lo Stato membro imponga gli stessi requisiti ai propri cittadini quando viaggiano dallo stesso paese extra Ue. In particolare, gli Stati membri dovrebbero richiedere ai viaggiatori di aver eseguito un test molecolare negativo almeno 72 ore prima della partenza.

    Come spiegava giorni fa il "Corriere della Sera" anticipando le intenzioni di Bruxelles, i territori in "rosso scuro" dovrebbe essere dichiarati quasi 'off limits'. "Chiunque volesse uscirne dovrebbe dimostrare - oltre alla necessità inderogabile dello spostamento - di essere immune. Come? Presentando un test negativo al momento della partenza e osservando un periodo di quarantena al punto di destinazione".

    Insomma, si va verso una nuova stretta anche a livello europeo. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha spiegato che ci saranno "misure più rigorose per i viaggiatori provenienti da aree a più alto rischio. Allo stesso tempo, dobbiamo evitare la chiusura delle frontiere e mantenere attivo il mercato unico. Oggi più che mai le persone hanno bisogno di avere accesso a beni essenziali come cibo o medicine". 

    "La situazione in Europa con le nuove varianti ci ha portato a prendere decisioni difficili ma che si rendono necessarie" ha scritto ancora von der Leyen su Twitter. "Dobbiamo stare al sicuro e scoraggiare viaggi non essenziali". "In parallelo - ha aggiunto la presidente della Commissione europea -, proponiamo requisiti più rigorosi per i viaggiatori internazionali verso l'Ue: test, quarantene e un futuro modulo comune europeo di localizzazione dei passeggeri. Dobbiamo fermare la diffusione delle varianti del virus e tenerci tutti al sicuro. Insieme, supereremo questa pandemia". 

    Il colore "rosso scuro" si aggiunge dunque agli altri 4 colori assegnati dall'Ecdc ai diversi Paesi europei. E vale a dire: 
     

    • verde, se il tasso di notifica di 14 giorni è inferiore a 25 casi su 100.000 e il tasso di positività dei tesi inferiore al 4%). In queste aree non si applicano restrizioni agli spostamenti. 
    • arancione, con una tasso inferiore a 50 casi per 100mila abitanti ma tasso di positività superiore al 4%. Oppure con un tasso di notifica compreso tra 25 e 150 casi per 100.000 abitanti e un tasso di positività del test inferiore al 4%;
    • rosso, se il tasso di notifica è di 50 casi per 100.000 o superiore e il tasso di positività del test è del 4% o superiore o se il tasso di notifica di 14 giorni è superiore a 150 casi per 100mila abitanti. In linea di principio, si legge nelle direttive Ue, l'ingresso non dovrebbe essere rifiutato ai viaggiatori provenienti dalle zone arancioni e rosse, ma potrebbe essere richiesto un tampone o un periodo di quarantena. 
    • grigio se le informazioni sono insufficienti o se il tasso di notifica è inferiore a 300 casi su 100.000.

    Per le zone 'rosso scuro' le regole saranno più stringenti: si potrà partire solo dopo aver fatto un tampone, ma bisognerà osservare in ogni caso un periodo di quarantena.

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