Giovedì, 25 Febbraio 2021

De Luca: "Con 1000 contagi e 200 guariti in Campania sarà lockdown"

Secondo il governatore De Luca un incremento di 800 positivi al giorno porterebbe ad una nuova chiusura totale. Oggi i casi sono stati 769, 117 i guariti

Vincenzo De Luca

"Serve equilibrio tra nuovi contagi e dichiarati guariti, altrimenti l'equilibrio è ingestibile. Con mille contagi e 200 guariti è lockdown". Lo ha detto il governatore della Campania Vincenzo De Luca parlando dell'escalation di positivi in Campania dove oggi sono stati registrati 769 nuovi casi di coronavirus e 117 guariti. 

De Luca fa sul serio: "Se hai un incremento in termini assoluti di 800 positivi al giorno è evidente che arriviamo alla chiusura di tutto. Non vogliamo drammatizzare ma vogliamo semplicemente fare un calcolo numerico".

Il governatore ha infatti osservato che "l'obiettivo a cui dobbiamo puntare in Italia dovrebbe essere avere un equilibrio tra i nuovi contagi e le persone dichiarate guarite". Se l'equilibrio dovesse saltare allora cambierebbe tutto. E non avrebbe esitazioni ad ordinare una chiusura totale della regione. 

De Luca: "Se si arriva a mille positivi al giorno si chiude tutto"

Poi, commentando le misure prese per contenere il contagio da Covid-19, ha scandito: "Non è repressione, non è fascismo, non è sadismo, è il minimo indispensabile se vogliamo non essere costretti a chiudere tutto". "Se si arriva a mille positivi al giorno - ha aggiunto De Luca - si chiude tutto. Altro che la mezz'ora in più o in meno al ristorante. Stiamo parlando di sciocchezze, cioè la possibilità di andare al ristorante fino alle 11 di sera. In queste condizioni è veramente il minimo che potessimo fare".

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De Luca ha poi ricordato di aver incontrato le associazioni del commercio "che ci hanno chiesto diverse cose. Di queste, una sola credo sia ragionevole e accettabile, cioè rendere possibile l'inizio delle attività alle 5 e non alle 6. Questa cosa la accoglieremo, il resto no". Sull'orario di chiusura dei bar alle 23 e della possibilità per i ristoranti di accogliere clienti solo fino alle 23, De Luca ha sottolineato che "in Europa, ma anche nella gran parte dell'Italia, quando si va in un ristorante non alle 23, ma in qualche caso alle 21.30, ti dicono che la cucina è chiusa. Alle 22 non si cena da nessuna parte. Quindi ci sono delle cattive abitudini che vanno modificate".

Le polemiche su Juve-Napoli: "L'Asl ha seguito la legge"

Il presidente della Campania ha parlato anche delle polemiche sulla famosa partita Juve Napoli. "Mi pareva doveroso fare una puntualizzazione, visto che non sono arrivati i ringraziamenti che dovevano essere rivolti alle Asl e al Napoli, perché abbiamo evitato di contagiare Ronaldo". 

"C'è stata già l'esperienza del Genoa, ma provate a immaginare - ha aggiunto De Luca - se il Napoli avesse fatto la stessa cosa: andiamo in allegria, tutti positivi di virus e di spirito, a fare l'incontro di pallone. Poi magari una settimana dopo, Ronaldo positivo. Avremmo conquistato i titoli del New York Times, per la gloria dell'Italia".

Sul caso Juventus-Napoli "le Asl Napoli 1 e Napoli 2 hanno fatto esattamente quello che prevede la legge", a fronte del protocollo Figc che "è un atto privato e che non conta niente dal punto di vista della legge e della sanità".

Le due Asl investite della positività di due giocatori del Napoli, ha spiegato De Luca, "hanno fatto quello che prevede la legge e che prevede il Ministero della Salute, cioè mettere in isolamento domiciliare i contatti stretti per fare i tamponi e per assicurarsi, dopo i tempi di incubazione, che quelli controllati siano negativi. E' intervenuta una complicazione, cioè che la Figc fa un protocollo in deroga rispetto alle disposizioni del Ministero e della Regione relative ai positivi, e qui si apre un piccolo polverone".

Ma, ha sottolineato De Luca, "il protocollo è un atto privato e non conta niente dal punto di vista della legge e della sanità. I giocatori dal punto di vista della sanità sono sottoposti alle stesse regole di tutti i cittadini italiani, e dunque il Napoli non parte perché messo in quarantena dalle Asl".

Poi la dichiarazione al veleno nei confronti di Andrea Agnelli. "La Juventus, per bocca del suo presidente, ha fatto una dichiarazione penosa, imbarazzante, dicendo che siccome c'è un protocollo sarebbero andati allo stadio per fare una dura competizione con i raccattapalle", ha detto ancora.

De Luca contro Agnelli: parole durissime

"Il presidente della Juve - ha aggiunto De Luca - è un uomo appassionato, oltre che di palle e palloni, credo anche di filosofia. Mi permetto di ricordargli quello che diceva Schopenhauer: la gloria bisogna conquistarla, l'onore basta non perderlo. Se io mi fossi comportato così, sentirei di aver perduto il mio onore sportivo. Come ci si può ridurre alla meschinità di pretendere di vincere un incontro con gli antagonisti messi in quarantena non per volontà propria, ma da una Asl?".

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