Mercoledì, 3 Marzo 2021
Vaccini col cronometro

Il piano Bertolaso deve aspettare: dal ministero lo stop che fa arrabbiare la Lombardia

Nel piano redatto dall'ex capo della protezione civile la Regione si proponeva di vaccinare un sesto della popolazione nazionale entro giugno con una campagna vaccinale h24: "La più importante operazione di Protezione civile mai realizzata in Italia"

Il ministero della Salute ha bloccato la valutazione del piano vaccinale di massa della Lombardia che doveva essere sottoposto oggi al vaglio del Comitato tecnico scientifico. Lo stop al piano redatto dall'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso non è stato ben accolto dal governatore Attilio Fontana che ha spiegato: "Il piano che proponeva di vaccinare 10 milioni di italiani residenti in Lombardia era stato inviato ieri, da me e dalla vicepresidente Moratti, come contributo lombardo e best practice da proporre anche a livello nazionale"

"Ritengo che il piano vaccinale sia una priorità per tutto il Paese e che non debba sottostare a logiche di parte".

Il piano Bertolaso per la vaccinazione di massa

Lo stop arrivato direttamente dal ministero della Salute sarebbe dovuto alla necessità di coordinare le iniziative regionali con quanto verà previsto dal piano nazionale. "E in Conferenza Stato-Regioni è previsto oggi l’esame di un documento integrativo del piano vaccini".

Nel piano redatto da Bertolaso si proponeva di vaccinare un sesto della popolazione nazionale entro giugno. "La più importante operazione di Protezione civile mai realizzata in Italia" spiegava Bertolaso nella sua prima conferenza stampa da consulente della Regione.

"Se arriveranno i vaccini, perché se non abbiamo la materia prima diventa un esercizio complesso, il traguardo di vaccinare tutta la regione Lombardia prima di giugno sarà assolutamente possibile".

A seconda delle diverse stime ed escludendo dalla vaccinazione gli under 14, si sarebbero dovute vaccinare tra le 119mila e le 137mila persone al giorno attraverso l’utilizzo massivo di risorse, spazi e di un servizio attivo 24 ore su 24 come spiegato da Bertolaso dopo il test del cronometro, ovvero la misurazione dei tempi delle vaccinazioni fatte all’ospedale nella Fiera di Milano per capire quante somministrazioni possono essere fatte in un solo giorno. 

Era prevista la mobilitazione della Protezione civile, di oltre 400mila volontari e 400 associazioni tra cui la Croce Rossa italiana, le Misericordie. Ma anche gli alpini.

L'intenzione era quella di utilizzare il modello drive-in già utilizzato per i tamponi, oltre a spazi inutilizzati come i terminal aeroportuali ma anche palestre e discoteche. 

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