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Sabato, 27 Novembre 2021
Lo studio

Allarme suicidi, è la seconda causa di morte tra i giovani

In Europa solo gli incidenti stradali causano più decessi: in Italia il 16% dei ragazzi soffre di problemi mentali

Il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani in Europa. Solo gli incidenti stradali causano più decessi tra i giovani tra i 15 e i 19 anni. È quanto emerge da un'analisi del rapporto annuale dell'Unicef sulla condizione dell'infanzia nel mondo. Tra i dati presentati dall'agenzia Onu quello più eclatante riguarda l'equilibrio psicofisico degli adolescenti: il 19% dei ragazzi europei tra i 15 e i 19 anni soffre di problemi legati alla salute mentale, seguiti da oltre il 16% delle ragazze nella stessa fascia d'età.

Sono 9 milioni gli adolescenti in Europa (tra i 10 e i 19 anni) che convivono con un disturbo legato alla salute mentale: l'ansia e la depressione rappresentano oltre la metà dei casi.

Nel rapporto si precisa quindi che sono circa 1.200 i bambini e gli adolescenti fra i 10 e i 19 anni che pongono fine alle loro vite ogni anno. La percentuale di suicidio nel 2019 fra i ragazzi è stimata di gran lunga maggiore rispetto alle ragazze, rispettivamente il 69% e il 31%, e la fascia di età più colpita è fra i 15 e i 19 anni (1.037 contro i 161 fra i 10 e i 14 anni).

La percentuale di problemi legati alla salute mentale per i ragazzi e le ragazze in Europa fra i 10 e i 19 anni è del 16,3%, mentre il dato globale nella stessa fascia di età è del 13,2%. Le nazioni con la percentuale maggiore in Europa fra le 33 prese in esame sono: Spagna (20,8%), Portogallo (19,8%) e Irlanda (19,4%), mentre quelle con la percentuale minore si trovano principalmente in Europa orientale: Polonia (10,8%), Repubblica Ceca (11%), Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia (11,2%).

In Italia si stima che, nel 2019, il 16,6% dei ragazzi e delle ragazze fra i 10 e i 19 anni soffrano di problemi legati alla salute mentale, circa 956.000 in totale. Fra le ragazze, la percentuale è maggiore (17,2%, pari a 478.554) rispetto ai ragazzi (16,1%, pari a 477.518).

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"L'analisi europea offre una triste lettura, ma diverse e chiare raccomandazioni - ha dichiarato Geert Cappelaere, Rappresentante Unicef per le istituzioni dell`Unione Europea - ora sappiamo che non agire ha un costo elevato, in termini di peso sulle vite umane, sulle famiglie, sulle comunità ed economici, e anche che ci sono chiari interventi che i governi nazionali delle istituzioni dell`Unione Europea, le famiglie e le scuole possono intraprendere. Lì si deve focalizzare la nostra attenzione".

Oltre agli investimenti sull'assistenza all'infanzia di qualità, sulla genitorialità e sulle misure per le famiglie in tutti i settori, l'Unicef identifica 5 interventi prioritari per le istituzioni europee e i governi nazionali:

  • supportare interventi per facilitare l`accesso dei gruppi vulnerabili a servizi per la salute mentale e fornire migliori infrastrutture regionali;
  • includere l`accesso ai servizi per la salute mentale nei piani di azione nazionali, anche sfruttando le opportunità offerte dalle tecnologie digitali e online per ridurre i gap nell`accesso al supporto per la salute mentale;
  • fornire programmi a scuola per diffondere consapevolezza e capacità di adattamento emotivo per gli adolescenti; integrare servizi di consultorio per la salute mentale; formare insegnanti e staff scolastico; creare spazi sicuri per i bambini di confronto e condivisione. Integrare programmi di genitorialità positiva che prevengono la violenza domestica. L`Unione Europea dovrebbe supportare iniziative per "l`apprendimento sicuro" per porre fine alla violenza a scuola e tramite la scuola affinché i bambini si sentano liberi di imparare, crescere e realizzare i propri sogni.
  • investire risorse adeguate per formare gli operatori sanitari e sociali sulla salute mentale per supportare i servizi per i bambini che migrano.
  • incorporare azioni mirate sulla salute mentale e il benessere psicosociale nell`assistenza ufficiale per lo sviluppo dedicata allo sviluppo umano, così come nei programmi umanitari di preparazione, risposta e ripresa per rispondere ai bisogni di tutte le popolazioni colpite da emergenze, compresa la protezione dell`infanzia durante crisi umanitarie.

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