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Domenica, 5 Febbraio 2023
Piano vaccini

Terza dose: Israele parte con gli over 60, Francia e Germania in scia. L'Italia prende tempo

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha confermato che i vaccini ci sono, e che i primi a ricevere il "booster" sarebbero i più fragili. L'Oms però frena, mentre gli israeliani accelerano

Con oltre il 60% della popolazione vaccinata, Israele entra in una nuova fase della lotta al coronavirus: la somministrazione della terza dose di Pfizer-Biotech, il “booster” riservato per ora agli immunodepressi e agli over 60 che hanno completato il ciclo di immunizzazione da almeno 5 mesi.

I richiami con la terza dose sono partiti domenica, e stando agli ultimi dati forniti dal ministero della Salute a giovedì sera l’avevano ricevuta quasi 300.000 persone, circa un quinto degli over 60 israeliani. Sempre a giovedì, in Israele - paese in cui la vaccinazione di massa è partita - i positivi al covid erano 25.467, i ricoverati 461 e circa la metà in condizioni gravi.

I morti, tra domenica e giovedì, sono stati 32, e alla luce dei numeri in crescita le autorità israeliane hanno annunciato una serie di misure più rigide finalizzate a tenere sotto controllo il contagio, tra cui indossare le mascherine all’aperto in caso di assembramenti superiori alle 100 persone e allargare il raggio d’azione del Green Pass, consentendo solo a chi è vaccinato, guarito o ha un test negativo di accedere agli eventi. Il primo ministro israeliano Naftali Bennet, intanto, ha assicurato che le scorte di vaccino sono sufficienti a garantire le somministrazioni, e l’obiettivo è portare avanti un doppio filone di vaccinazione: da un lato quella per bambini e adolescenti, dall’altro la terza dose per gli over 60.

Terza dose vaccino: Francia e Germania partono a settembre, l'Italia prende tempo

Del nodo terza dose si è discusso e si sta discutendo parecchio anche in Italia. A oggi il Green Pass ha una durata di 9 mesi, e per chi ha completato il ciclo a inizio anno - per esempio il personale sanitario - si troverà di fatto “scoperto” entro la fine del 2021.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha confermato in conferenza stampa giovedì che “L’italia ha già acquistato dosi sufficienti per somministrare la terza dose a tutti i cittadini italiani. Noi siamo pronti, aspettiamo le indicazioni delle autorità scientifica, Ema e Aifa oltre al Cts, a dirci il tempo giusto per somministrarla”. Proprio l'Ema nei giorni scorsi ha ribadito che è "troppo presto" per dire che la terza dose servirà, e dunque troppo presto per predisporre piani.

Speranza ha comunque confermato che con tutta probabilità la terza dose verrà somministrata prima alla fascia di popolazione più fragile, le con deficit immunitario in particolare. La questione è però controversa, perché se in una parte del mondo la campagna vaccinale corre più o meno veloce e si pensa già alla terza dose, nella parte più povera del globo il ritmo è molto più lento, e dall’Oms è arrivato l’invito, rivolto ai Paesi più ricchi, a donare le dosi a quelli più poveri senza fare corse in avanti verso la terza dose.

“Se servirà saremo i primi a consigliarla”, ha detto Soumya Swaminathan, Chief Scientist dell’Oms, sottolineando come non vi siano studi scientifici che dimostrino la necessità di una terza dose. Anche Germania e Francia, però, hanno annunciato che da settembre la terza dose verrà offerta agli anziani e alle persone a rischio, in particolare per proteggere dalla variante Delta, così come il Regno Unito, che proprio in questi giorni sta studiando un piano per il “booster”.

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