Venerdì, 5 Marzo 2021

Il calendario dei vaccini e il piano per arrivare all'immunità di gregge entro l'autunno

Secondo gli esperti bisognerà vaccinare circa 48 milioni di italiani, il governo conta di raggiungere l'obiettivo per il terzo trimestre dell'anno. A maggio però solo in 21 milioni avranno ricevuto almeno la prima dose

Foto di repertorio

Quando riusciremo ad arrivare all’immunità di gregge? E cosa dobbiamo aspettarci in concreto dalla campagna vaccinale appena partita? Rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea l’Italia se la sta cavando abbastanza bene, ma di fatto - a causa della scarsità delle dosi - la vera e propria vaccinazione di massa non è ancora iniziata. Le persone che hanno ricevuto la prima dose sono attualmente più di 550mila: si tratta dello 0,9% della popolazione. Stando al piano strategico elaborato del ministero della Salute, l’obiettivo è arrivare al 5% entro la fine del primo trimestre: il che significherebbe vaccinare circa tre milioni di persone per la fine di marzo.

Quante dosi di vaccino avrà l'Italia nei prossimi mesi

La riuscita o meno del piano dipenderà innanzitutto dalla disponibilità dei vaccini. L’incognita è in questo senso rappresentata dalle 16 milioni di dosi che dovrebbero arrivare da Astrazeneca, ma come ha ribadito ieri l’Ema (agenzia europea per i medicinali) un eventuale via libera all’uso in emergenza non arriverà prima della fine di gennaio. La prossima settimana saranno invece consegnate alle regioni le prime 100mila dosi del vaccino di Moderna. Secondo quanto si apprende, le prime 47mila dosi arriveranno fra lunedì e martedì, il resto qualche giorno dopo. La distribuzione del vaccino Moderna entrerà a regime dall'ultima settimana di gennaio quando le dosi saranno consegnate a Pratica di Mare per un totale di 764mila dosi entro fine febbraio. Da Pfizer-BioNTech l’Italia dovrebbe ricevere circa 8,8 milioni di dosi nel primo trimestre, 8 nel secondo e 10 nel terzo. In realtà però dal momento che è possibile ottenere 6 dosi per fiala - e non 5 come inizialmente indicato - le 27 milioni di dosi diventeranno 32. Ovviamente, bisogna tenere conto del fatto che i vaccini di Moderna, Pfizer e Astrazeneca prevedono la somminstrazione di due dosi. E dunque saranno necessarie due iniezioni per immunizzare una sola persona. 

Vaccini (azienda) Q1 2021 Q2 2021 Q3 2021 Q4 2021 Q1 2022 Q2 2022 TOTALI
Astra Zeneca 16,155 24,225 - - - - 40,38
Pfizer-BioNTech 8,749 8,076 10,095 - - - 26,92
Johnson & Johnson - 14,806 32,304 6,73 - - 53,84
Sanofi/GSK - - - - 20,19 20,19 40,38
CureVac 2,019 5,384 6,73 8,076 8,076 - 30,285
Moderna 1,346 4,711 4,711 - - - 10,768
TOTALE 28,269 57,202 53,84 14,806 28,266 20,19 202,573
media per mese 9,421 19,065 17,947 4,935 9,422 6,73

Il "jolly", se ci passate il termine, potrebbe essere rappresentato dal vaccino Johnson & Johnson su cui l’Ue ha puntato molto. L'Italia si è assicurata la fornita di 53 milioni di dosi, di cui quasi 15 tra aprile e giugno. La particolarità di questo vaccino è che si ritiene sia in grado di garantire la protezione anche con una singola dose sebbene una sperimentazione sia in corso anche su due dosi. I risultati dei trial di fase 3 dovrebbero arrivare a fine mese, l'autorizzazione a Ema e Fda sarà chiesta probabilmente nel mese di febbraio. 

In totale, considerando anche le dosi del vaccino Curevac, l’Italia dovrebbe ricevere circa 28 milioni di dosi nel primo trimestre, 57 nel secondo e 53 nel terzo. L’Ue ha inoltre di recente esercitato l’opzione di acquisto per altri 100 milioni di dosi del vaccino Pfizer-Biontech che però saranno consegnate solo nella seconda parte dell'anno. In soldoni, e per farla molto breve, l’Italia dovrebbe ricevere entro giugno 85 milioni di dosi di vaccino sufficienti a vaccinare circa 42 milioni di italiani. Si tratta di un numero importante, pari a circa il 70% della popolazione, ma secondo molti esperti - anche considerando il tasso di contagiosità della nuova variante inglese - potrebbe non essere sufficiente a garantire l’immunità di gregge. Ieri il commissario all’emergenza Domenico Arcuri ha spiegato che "per gli esperti l’immunità di gregge si raggiunge in Italia vaccinando 48 milioni di persone".

L'incognita della campagna vaccinale e i dubbi dell'immunologa Viola

C’è poi da considerare che per raggiungere quota 42 milioni bisognerebbe vaccinare circa 250mila persone al giorno, senza contare le dosi di richiamo. Un’impresa titanica. E infatti, stando al piano strategico del governo, un obiettivo alla nostra portata è quello di vaccinare circa il 15% della popolazione entro la fine giugno. Oggi la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ha fatto sapere che ol governo conta di arrivare "a fine maggio a 21 milioni di italiani vaccinati". "Non ci preoccupa l'organizzazione - ha detto Zampa - quanto semmai la disponibilità dei vaccini". Si tratta, ha aggiunto, "di un obiettivo che possiamo raggiungere e che raggiungeremo". Considerando che tra operatori sanitari, over 80 e anziani ospiti delle Rsa ci sono circa 6,5 milioni di persone, e che altri 13,5 milioni hanno un'età compresa tra i 60 i 79 anni, i conti sono presto fatti: chi ha meno di 60 anni non si vaccinerà quasi sicuramente prima di giugno (e forse anche dopo).

operatori sanitari-2

over 60-2

Il governo ha comunque ribadito più volte che entro l'autunno potranno fare il vaccino "tutti gli italiani che vogliono farlo". Riusciremo a centrare l'obiettivo? L'immunologa Antonella Viola è scettica (eufemismo) sulla possibilità che si possa arrivare all'immunità di gregge entro la fine dell'estate. "Impossibile - ha detto a 'Otto e mezzo -, perché i vaccini non sono sufficienti e non esiste un vaccino per gli under 16". Inoltre, ha spiegato, "con un vaccino come quello di Astrazenca che ha un'efficacia riportata intorno al 62% bisognerebbe vaccinare davvero tante persone. Quindi - ha concluso - è escluso che si possa arrivare all'immunità di gregge entro l'estate ma anche entro la fine dell'anno". 

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