Giovedì, 13 Maggio 2021
L'adenovirus che non dorme

Sputnik, abbiamo un problema (grave): nel vaccino un virus capace di replicarsi

Il Brasile ha bocciato l'utilizzo del vaccino russo anti Covid: "Doveva essere costituito da virus inattivo, mentre tutti i campioni analizzati contenevano virus in grado di replicarsi"

Un problema grave sembra affliggere il vaccino anti Covid Sputnik: l'Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria brasiliana ha bocciato l'utilizzo del farmaco poiché i campioni analizzati contenevano un virus in grado di replicarsi quando invece doveva essere inattivo. "Non stupisce la bocciatura all'unanimità" commenta il virologo Roberto Burioni, docente all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Il problema del vaccino Sputink

Il Brasile ha detto no al vaccino anti-Covid russo Sputnik "per diversi motivi", fra cui uno che come abbiamo detto potrebbe essere il più grave. I lotti analizzati dall'Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria brasiliana Anvisa contengono adenovirus replicante.

"L'ente ha affermato che ogni singolo lotto vaccinale dell'Istituto Gamaleya basato sul vettore virale Ad5 su cui hanno dati sembra contenere ancora adenovirus competente per la replicazione". La notizia viene riportata sul blog scientifico 'In the pipeline', ospitato sul sito di 'Science' e curato da Derek Lowe, chimico farmaceutico ed editorialista. L'esperto riporta quanto emerso da un'audizione avuta ieri dalle autorità brasiliane per valutare se il vaccino sarebbe stato approvato per l'uso nel Paese.

Il dato emerso riguardo all'adenovirus in grado di replicarsi, osserva Lowe nella sua analisi, "probabilmente non causerà grossi problemi alla popolazione vaccinata, ma è un rischio completamente inutile. E se un tale vaccino sta andando a decine di milioni di persone (o più), sembra certo che ce ne saranno alcune danneggiate da questo problema evitabile". 

I vaccini basati sul vettore adenovirale sono realizzati rimuovendo la maggior parte delle istruzioni del Dna dell'adenovirus e inserendo invece il Dna per creare antigeni del coronavirus. il vaccino Oxford/AstraZeneca ha un adenovirus dello scimpanzé, J&J ha usato il ceppo Ad26, CanSino ha l'adenovirus Ad5 e il vaccino Gamaleya è composto da una prima dose basata su Ad26, seguita da un richiamo con Ad5. "A tutti - aggiunge l'autore del blog - sono state rimosse parti chiave del loro genoma originale per renderli incapaci di replicarsi nell'organismo".

Quello che è emerso dall'analisi dell'ente brasiliano "mette in discussione l'intero processo di produzione e controllo di qualità", conclude l'esperto. "Se hai intenzione di realizzare un vaccino competente per la replicazione, gli studi clinici vanno eseguiti con questo". "Posso capire perché i regolatori brasiliani sono preoccupati".

Turchia sigla accordo con Russia per 50 milioni di dosi

Proprio oggi la Turchia ha siglato un accordo per ricevere 50 milioni di dosi del vaccino russo Sputnik V contro il Covid-19, che verranno consegnate nell'arco di sei mesi. Lo ha annunciato il ministro della Salute di Ankara, Fahrettin Koca, dopo una riunione del Comitato scientifico per la lotta al coronavirus. La prima spedizione di vaccini russi sarà consegnata a maggio, ha aggiunto il ministro turco. Attualmente e per i prossimi due mesi l'approvvigionamento di vaccini vedrà un rallentamento, ha aggiunto, ma in seguito il numero di dosi dovrebbe aumentare. A preoccupare le autorità sanitarie turche la rilevazione della variante "indiana" in almeno cinque malati a Istanbul. 

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