Giovedì, 3 Dicembre 2020
Torino

La festa con 60 persone al ristorante: arrivano i carabinieri, finisce malissimo

È successo a Carmagnola, in provincia di Torino. Ecco quali sono gli obblighi per i ristoratori e le multe previste

Foto di archivio

Nel ristorante c'erano circa sessanta persone, tutte di etnia sinti, per una festa di battesimo. Una scena che non poteva passare inosservata, soprattutto ai militari impegnati in questi giorni con i controlli anti assembramenti. È successo a Carmagnola, in provincia di Torino. La festa di battesimo è costata carissima: multe per tutti dopo il blitz dei carabinieri, sia per il ristoratore (punito con una sanzione di mille euro) che per i clienti.

La festa con 60 persone al ristorante a Carmagnola, Torino

I carabinieri della stazione cittadina, intervenuti all'interno del locale, hanno anche multato tutti i partecipanti visto che erano ravvicinatissimi e senza alcun tipo di precauzione contro il coronavirus. Da accertamenti eseguiti dai militari dell'Arma, sarebbe emerso che il gruppo aveva interpellato anche altri esercizi pubblici che avevano rifiutato proprio perché l'iniziativa non avrebbe rispettato le normative in vigore per contenere il contagio.

La regola delle 6 persone al ristorante nel nuovo Dpcm

Secondo l'ultimo Dpcm del 18 ottobre, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie) sono consentite dalle 5 sino alle 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle 18 in assenza di consumo al tavolo. Per ristoranti e bar, dunque, le saracinesche si devono chiudere dalle 24 alle 5 (si chiude invece alle 18 in assenza di servizio al tavolo). Al tavolo non possono sedersi più di sei persone.

Autocertificazione per gli spostamenti: dove (e quando) serve di nuovo

Confermato anche il divieto di asporto di alcolici dopo le 18: si può consumare solo nei locali che hanno il servizio al tavolo. Con il nuovo Dpcm rimane in vigore il divieto di sostare di fronte ai locali pubblici oltre le 21. È consentita la consegna a domicilio fino alle 24, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. L'obiettivo è quello di eliminare gli assembramenti, con la "movida" dei locali senza servizio al tavolo diventata il principale imputato per l'aumento dei contagi negli ultimi giorni.

Gli obblighi per i ristoratori e le multe

Nel nuovo Dpcm, inoltre, si legge che "è fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti". D'ora in poi, dunque, prima di entrare al ristorante leggeremo all'ingresso un avviso con la capienza massima di commensali nel locale. E ogni tavolo di un bar, di un ristorante o di una pizzeria potrà accogliere al massimo sei persone. È la cosiddetta "regola del 6", già raccomandata dal premier Giuseppe Conte per le cene private in casa per evitare i contagi tra conoscenti e in ambito familiare e, da qualche giorno, norma da rispettare nei locali.

Cosa succede ai ristoratori che non rispettano le nuove disposizioni sul numero di commensali e sul distanziamento tra i tavoli? Chi vìola le norme anti coronavirus rischia una multa salata, come nel caso del ristoratore di Carmagnola, fino alla chiusura del locale nei casi più gravi.

Dalla mascherina alle persone a tavola: tutte le multe per chi viola le norme anti-contagio

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