Venerdì, 23 Aprile 2021
Roma

Legittima difesa e giustizia "fai da te": perché il caso di Monterotondo è un crocevia

Pulone, il giovane che ha sparato per far scappare tre presunti ladri, colpendo un 16enne: "Se non fosse entrato non sarebbe successo". Salvini liquida tutto con una battuta. Beretta (Opal) a Today: "Stanno emergendo impulsi a farsi giustizia da soli che la propaganda della 'difesa sempre legittima'  ha sdoganato. Rivedere le norme sulle licenze"

Rilievi dei carabinieri nella villetta dove il proprietario ha sparato ai ladri a Monterotondo (Roma), 28 aprile 2019. ANSA

Racconta pubblicamente la sua versione dei fatti, dopo averlo già fatto davanti agli inquirenti. A parlare è Andrea Pulone, il 29enne di Monterotondo, figlio di un noto astrofisico, che nel tardo pomeriggio di venerdì ha sparato nel tentativo di far scappare tre presunti ladri, colpendo un 16enne abanese con un precedente per furto, poi scaricato dai suoi presunti complici al Gemelli di Roma in gravissime condizioni. La tragedia sfiorata riapre il dibattito su legittima difesa, licenze per le armi e giustizia "fai da te".

Monterotondo, il racconto: "Volevo sparare senza ferirli"

Così sono andate le cose secondo Pulone: "Erano in tre, uno aveva una spranga. Volevo sparare senza ferirli ma il primo pensiero è andato alla mia ragazza che era in casa. Se quella persona non fosse entrata in casa mia non sarebbe successo nulla. Parla così anche Salvini? Magari lo dice in maniera più colorita però il discorso è lo stesso. Ora ho paura di ritorsioni anche perché la mia pistola è stata ritirata e quindi non sono armato''.

''È stato un evento che uno non si aspetta di poter vivere - ha detto Pulone ai microfoni de "l'Italia s'è Desta" condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus - sembra qualcosa di lontano che accade solo ai telegiornali e nei fatti di cronaca. Come è accaduto a me poteva accadere al vicino o a mia madre mentre non c'ero. Questo è il fatto che mi ha scosso di più, l'imprevedibilità di un evento simile. I dettagli li stanno raccogliendo gli inquirenti. C'è stata questa intrusione in casa. Ho sentito dei rumori, sono andato a prendere la pistola in cassaforte. Dopo aver preso la pistola dalla cassaforte sono andato verso la stanza dalla quale provenivano i rumori. Ho sentito una resistenza quando ho provato a spingere questa porta. Ho spinto con forza e mi sono trovato di fronte tre persone. Uno reggeva la porta per non farmi entrare e poi ce ne erano altri due. Me li sono trovati davanti con una spranga di ferro''.

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Spara al ladro: "Se non fosse entrato non sarebbe successo"

Ha sparato subito: ''Ho sparato e loro si sono dati alla fuga. Quando li ho visti il mio primo pensiero è stato per la mia ragazza che si trovava al piano di sopra. Per me è stato un bello spavento. Il vantaggio di avere una pistola con me è stato quello di ottenere un effetto dissuasivo. Magari, in un corpo a corpo con tre malviventi poteva finire peggio. Con una pistola mi sono potuto difendere senza neanche arrecare tutti questi danni. Io ho cercato di sparare senza ferirli. A quanto mi hanno detto poi uno sarebbe stato colpito. Quanti colpi ho esploso? Non lo sapevo effettivamente. La cosa che mi ha colpito è che il rumore dei colpi, sotto effetto dell'adrenalina, sembrava rumore di miccette. Sono un tiratore sportivo, maneggio armi. Loro sono immediatamente scappati ma non ho visto l'auto con la quale scappavano. Quando se ne sono andati ho capito di aver sventato un rischio enorme. I miei genitori erano in Portogallo, pensavano di poter agire in modo indisturbato''. Lo rifarebbe? ''Nel momento in cui una persona purtroppo intraprende un percorso di vita dedito al crimine è quella stessa persona a mettere in pericolo la sua vita. Se non fosse entrato nella proprietà tutto questo non sarebbe successo" conclude .

Secondo Salvini si tratta del "primo episodio di legittima difesa" dopo la nuova legge, ovvero dopo la promulgazione due giorni fa di un provvedimento specifico molto discusso sull'argomento. "Se non avesse fatto il rapinatore starebbe bene a guardare Ballando con le Stelle" ha aggiunto il vicepremier.

La legge tuttavia non è ancora in vigore. Le indagini sono in corso e la dinamica di quanto avvenuto nella villetta andrà appurata con certezza.  Con ogni probabilità la persona che ha sparato sarà indagata con l’accusa di eccesso di legittima difesa mentre la vittima sarà invece iscritta sul registro degli indagati con l’accusa di tentato furto aggravato. 

Giorgio Beretta (Opal) a Today: "Vanno riviste norme sulle licenze"

Il tema legittima difesa è di strettissima attualità. E non può essere liquidato a colpi di slogan. Sul caso di Monterotondo c'è anche chi ha un parere più articolato.

"Stanno emergendo impulsi a farsi giustizia da soli che la propaganda della 'difesa sempre legittima'  ha sdoganato e sta ampiamente alimentando - dice a Today.it Giorgio Beretta, analista dell'Osservatorio permanente sulle armi leggere e politiche di sicurezza e difesa (Opal) di Brescia. Quello che sorprende in questo come in altri casi recenti è, infatti, che non solo non risulta alcuna minaccia in atto, ma che il proprietario, armandosi di pistola, va ad affrontare i ladri. Starà agli inquirenti valutare se si è trattato di legittima difesa, ma è certo che avere un’arma in casa rappresenta una formidabile tentazione di usarla. Per questo abbiamo detto che, se si modificano le norme sulla legittima difesa, vanno assolutamente riviste le norme sulle licenze per armi introducendo una specifica licenza per la difesa abitativa e dell'esercizio commerciale che preveda precisi controlli all'atto del rilascio e del rinnovo e limitazioni sui tipi di armi e munizioni consentite di tipo solo non letale".

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