Giovedì, 6 Maggio 2021

Alfonso Signorini: le donne, il sesso e il coming out

Il direttore di "Chi", ospite su La7 a "Le invasioni barbariche", si è raccontato senza peli sulla lingua

E' stata un'intervista divertente, ma emozionante allo stesso tempo quella di Alfonso Signorini che, ospite a "Le invasioni barbariche" su La7, ha risposto senza alcun freno alle domande di Daria Bignardi.

Dall'infanzia solitaria e la ricerca di riscatto sociale che per lui, proveniente da una famiglia modesta, era quasi un'ossessione durante l'adolescenza, quando a scuola doveva essere il migliore di tutti fino a diventare "di una stronzagine mostruosa", fino alle prime esperienze sessuali, più o meno deludenti, e il coming out in famiglia, a 34 anni.

E proprio sull'omosessulità Signorini si fa più serio:

"Per me è stato molto difficile e non giudico chi ancora non ha avuto il coraggio di farlo. Fa bene dirlo, ma bisogna rispettare i tempi. Io ho capito che mi piacevano gli uomini molto tardi, intorno ai 28 anni. Prima lo sapevo ma non lo accettavo. Tutti i miei rapporti con le donne sono naufragati proprio per questo. Poi devi avere il coraggio di guardarti in faccia e dirti la verità. Il primo passaggio è quello che devi vivere con te stesso, poi pensi a come comunicarlo alle persone che ami, perchè con loro vuoi vivere in modo trasparente, e anche quello è un momento molto delicato. Alla mia famiglia l'ho detto a 34 anni. Era una domenica, stavamo facendo colazione, mi ero innamorato del mio attuale compagno con il quale sto insieme da 13 anni e questo mi ha dato il coraggio di dirlo. L'ho detto tutto d'un fiato. Cinque secondi di silenzio, poi mio papà ha detto che lo aveva sempre saputo".

Di donne, però, ne ha avute eccome. La più memorabile Valeria Marini:

"Con Valeria abbiamo consumato. Credo che lei però non si sia accorta di niente. Era una donna stupenda, lo è ancora oggi, ma ai tempi ancora di più. Avevo 28 anni. Una sera eravamo a Sabaudia in hotel, io sul mio balcone e lei su quello accanto. A un certo punto mi fa: 'Sai che hai dei bei piedi?' e io con un coraggio che non ho mai avuto l'ho invitata in camera mia. E ci è venuta, ma è durato pochi istanti. Non ero un campione di durate. Sono migliorato col tempo".

Il pudore lo riserva alla leucemia che lo ha colpito anni fa. Dice di essere ancora malato Signorini, ma di aver reagito bene alla cura che ancora continua e continuerà a vita. Il futuro? Lontano dalla direzione di "Chi" fra 3, al massimo 5 anni: "La vita non può ridursi a una poltrona".

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