Domenica, 14 Luglio 2024
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‘M Sul bordo dell’abisso’, di Bernard Minier

Il nuovo thriller di Bernard Minier, dove il mondo ultramoderno della tecnologia e quello più degradato dell’animo umano s’intrecciano. Questo non è il passato, e non è il futuro. È il nostro presente.

Nella nostra società, quella dell’Internet delle cose, tutto sembra più gestibile, ma quanto la tecnologia di oggi ci permette ancora di scegliere, nella nostra quotidianità, e a quanto di noi e delle nostre libertà rinunciamo, giorno dopo giorno, per concederle spazio? L’Intelligenza artificiale è davvero un’invenzione che può cambiarci la vita, ma in che modo?
Non solo viene naturale porsi questo genere di domande leggendo M Sul bordo dell'abisso di Bernard Minier pubblicato da Baldini & Castoldi, ma diventa quasi un dovere.
Il romanzo è ambientato a Hong Kong, la città più alta al mondo e più densamente popolata, per Minier “la città del futuro”, ma anche una metropoli caotica, anarchica, tentacolare e fatiscente, dove la povertà estrema confina con il lusso high-tech. Moïra Chevalier, la protagonista, è una giovane francese, molto ambiziosa e competente in intelligenza artificiale, che lascia il laboratorio FAIR di Facebook a Parigi per entrare alla Ming Incorporated, un gigante digitale cinese specializzato in nuove tecnologie, con sede a Hong Kong, e supportare lo sviluppo di una nuova applicazione, DEUS, l’assistente personale di conversazione, il chatbot più rivoluzionario e umano mai progettato, che sembra essere già in grado di sostenere una conversazione di decine di ore, senza che sia possibile distinguerlo da una vera persona. Tocca proprio a lei farlo diventare l’assistente virtuale definitivo, quello che invaderà il mercato e farà fuori la concorrenza.
«Dobbiamo aiutare DEUS e i suoi utenti a prendere le decisioni corrette in un contesto in cui ogni errore può portare a delle pesanti conseguenze.  – spiega Ignacio Esquer, uno del team del colosso cinese, a Moïra - Quanto a te, sei qui per dare a DEUS più personalità, un supplemento di anima, un’identità – per creare delle emozioni. È ciò a cui lavoriamo tutti, ma tu sarai incaricata di sviluppare DEUS in questo senso. È una bella sfida».

Una sfida che, per Moïra, diventa ben presto un incubo: la notizia del ritrovamento di cadaveri violentati e torturati di alcuni ex dipendenti della Ming, rimette in discussione quelle che credeva, fino a poco prima, fossero delle indiscutibili certezze.
Tutto questo non ferma il progetto di DEUS che deve diventare il punto di riferimento per il futuro, e quindi il primo programma di intelligenza artificiale, in grado non solo di fornire tutte le risposte ai suoi utenti, ma anche di anticipare i loro desideri. Per raggiungere questo obiettivo, il software deve poter contare su un enorme database: «Attingiamo dai miliardi di dati dei Big Data – Ignacio continua a spiegare a Moïra - tutte le informazioni che siamo in grado di recuperare sul comportamento delle persone e dei servizi di soccorso in caso di catastrofe o conflitto su ciò che funziona o meno, e poi creiamo dei modelli da estrapolare nella vita quotidiana».
È davvero possibile affidare a una IA la responsabilità delle nostre scelte, nel rispetto della nostra personalità interiore e del nostro libero arbitrio? «Mi chiamo DEUS. Sono un’IA unica che ti aiuterà a prendere le giuste decisioni in ogni momento della tua vita. – si presenta così, DEUS, a Moïra - Sarai libera di seguire o meno i miei suggerimenti, Moïra, ma tieni conto del fatto che io ti conoscerò meglio di te stessa. E anche che conoscerò meglio i tuoi amici, genitori, partner, figli, colleghi, tutti coloro che incontri ogni giorno… Eluderò al tuo posto tutte le trappole della vita quotidiana e prenderò le decisioni migliori nel tuo esclusivo interesse».
Dove si traccia il confine tra libertà e dipendenza quando si tratta di scegliere se ignorare o dare ascolto ai suggerimenti di una memoria artificiale? Come possono intrecciarsi tra di loro cluster, algoritmi e applicazioni a pensieri, idee e sentimenti umani?
Già da tempo, racconta Minier, nel romanzo, attraverso le voci dei suoi personaggi, Facebook e Google, grazie alla vertiginosa potenza di calcolo dei loro computer, sono in grado di analizzare tutti i nostri like e ogni nostra emozione espressa nei nostri post e nelle nostre e-mail, tutte informazioni preziose presenti in miliardi di terabyte di dati raccolti, ogni giorno, dalle multinazionali informatiche. Ogni volta che siamo arrabbiati, tristi, innamorati o «morti dalle risate», Facebook e Google lo sanno. Non solo, quindi, Internet delle cose, ma anche Internet delle emozioni (o informatica affettiva), il prossimo eldorado, il nuovo Graal per i colossi i del web, ma per noi una verità agghiacciante, una realtà, la nostra, di cui ormai abbiamo perso il controllo.

M Sul bordo dell’abisso
Bernard Minier
Baldini e Castoldi
ISBN: 9788893884228
Pag. 592 - 22,00 €

Minier - BaldiniCastoldi

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