Sabato, 31 Luglio 2021
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Coronavirus, la Rai sospende ‘Porta a Porta’. Vespa si oppone: “Non c'è alcuna ragione sanitaria”

La decisione dopo la puntata con Nicola Zingaretti risultato positivo al virus. Il giornalista: “Ho fatto il tampone ed è negativo. Ho chiesto di poter condurre la trasmissione in collegamento da casa mia, ma me lo hanno negato”

Bruno Vespa

Bruno Vespa ha contestato con fermezza la decisione della Rai di sospendere le trasmissioni di 'Porta a Porta' dopo la presenza negli studi televisivi del segretario Pd e presidente della Regione Lazo, Nicola Zingaretti, risultato positivo al Coronavirus.

Nicola Zingaretti è venuto a 'Porta a porta' nel pomeriggio di mercoledì scorso e ha manifestato i primi sintomi di positività al virus sabato”, ha dichiarato il giornalista e conduttore in una nota: “Il direttore generale dello Spallanzani, professor Ippolito, mi ha confermato che il rischio si limita alle persone che nelle 48 ore precedenti (e non 72, come nel nostro caso) abbiano avvicinato la persona infetta per più di mezz’ora a meno di un metro di distanza. Questo con Zingaretti non è avvenuto. Non esiste pertanto alcuna ragione sanitaria si cui si fondi il provvedimento”.

Coronavirus, Vespa negativo al tampone: “Pronto a ripetere i controlli quando necessario”

Bruno Vespa ha poi raccontato di essersi sottoposto al tampone per il rilevamento del Coronavirus ottenendo esito negativo: "Poiché si è creato un allarme diffuso a via Teulada e tra i personaggi dello spettacolo ospiti della prima serata di venerdì, ho chiesto domenica di poter fare un tampone per tranquillizzare tutto il nostro mondo. Com'era prevedibile, il tampone ha dato esito negativo”, ha aggiunto: “Ieri sera il presidente della Società italiana di Pneumologia e ordinario nell’Università Cattolica, professor Richeldi mi ha rilasciato un certificato di buona salute e asintomaticità, ritenendo che io possa andare in onda dal nostro studio. Pronto a ripetere i controlli quando necessario".

Il conduttore, inoltre, ha spiegato di aver espresso l’intenzione di condurre il programma dalla propria abitazione, ma invano: "L’altra sera il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, professor Brusaferro, mi ha confermato che l’arco temporale del contagio è tra i 4 e i 7 giorni. Nella settimana successiva si manifestano casi poco frequenti. Facendomi carico delle ansie del mondo produttivo del Centro tv di via Teulada, ho chiesto di poter condurre la trasmissione in collegamento da casa mia. Nemmeno questo mi è stato accordato".

"E’ sconcertante che mentre il Paese chiede sempre più informazione si chiuda una trasmissione importante senza un motivo ragionevole. Debbo purtroppo concludere che la direzione aziendale ha tenuto conto del parere del segretario Usigrai che da sempre considera ‘Porta a porta’ un abuso. Ma questo dà alla decisione un sapore politico che mi preoccupa", ha concluso Vespa: "Mi auguro perciò che domani e dopodomani ‘Porta a porta’ possa andare regolarmente in onda nelle modalità che saranno concordate. Mi scuso con gli invitati di questa sera: l’onorevole Giorgia Meloni, il presidente dell’Iss Brusaferro, il professor Galli del Sacco di Milano".

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