Gianfranco Vissani: "Conte chiuda l'Italia e aiuti le imprese a ricominciare"

Lo chef: "Sono chiuso nella mia casa in Umbria, nella cella frigorifera ho circa 10mila euro di provviste, ma se lo stato non ci aiuta falliremo tutti"

Gianfranco Vissani, 68 anni

Cuoco, ristoratore e personaggio pubblico, Gianfranco Vissani interviene sulle misure diramate dal Governo per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. "Bisognava essere più rigidi, più severi. Chiudere tutta l'Italia con l'esercito e i militari nelle strade. E poi ripartire dando agli italiani e soprattutto alle piccole imprese soldi cash per ricominciare'', spiega, aggiungendo tutta la sua apprensione: ''Non so quanto il nostro Paese possa ancora resistere. L'Italia e' turismo, enogastronomia, piccole e medie imprese. Tutto fermo. Tutto chiuso. Non so se riusciremo a ricominciare. Questo drammatico virus e' un'onda lunga che non accenna a diminuire''. 

Come tutti gli italiani, anche Vissani sta osservando le misure anti-contagio imposte dal governo per arginare l'emergenza sanitaria. ''Sono chiuso nella mia casa in Umbria, in località Baschi, nella cella frigorifera ho circa 10mila euro di provviste. Mangeremo, ma poi se il governo non ci aiuta falliremo tutti. O forse ancora meglio, in mano ai cinesi o 'acquistati' a prezzi stracciati, come sta avvenendo a Milano, da ricchissimi arabi. Come ha proposto Silvio  Berlusconi - ha proseguito Vissani -sono d'accordo sull'ipotesi di un condono fiscale a tutti gli italiani per darci la possibilità' di ripartire''.

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Cambierà il modo di intendere la ristorazione dopo il coronavirus, ci sarà una riconversione del settore? Pasti e pranzi a domicilio, per esempio? ''Non penso ci possa essere una riconversione del settore - ha risposto il noto chef - Non e' così facile. Servono celle frigorifere ad hoc, camioncini per il trasporto del cibo. E poi i ristoranti, come il mio, sono a conduzione familiare. Lo ripeto, a mio avviso e' impossibile''.

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