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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Alleanza atlantica / Ucraina

Biden 'frena' sull'Ucraina nella Nato: "Non avrà iter agevolato"

La parole del presidente Usa dopo gli appelli di Paesi alleati e Parlamento europeo. Kiev chiede un segnale al prossimo vertice di Vilnius

L'Ucraina non avrà corsie preferenziali per la sua eventuale adesione alla Nato. Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden, rispondendo così alle voci che si rincorrono da settimane circa una potenziale apertura a un ingresso accelerato di Kiev in occasione del summit dell'Alleanza previsto per l'11 e il 12 luglio a Vilnius, in Lituania. 

"Penso che abbiano fatto tutto per dimostrare la capacità di coordinamento militare, ma c'è una questione ampia. Il loro sistema (democratico, ndr) è sicuro? È non corrotto? Raggiunge tutti gli standard che rispettano tutti gli altri membri della Nato? Penso che lo faranno. Penso che possano farlo. Ma non è automatico", ha affermato Biden, citato dalla Cnn, mentre parlava con i giornalisti prima di partire per Philadelphia. Dichiarazioni che toccano indirettamente anche l'altra grande richiesta del presidente Volodymyr Zelensky agli alleati occidentali, ossia un'adesione rapida dell'Ucraina all'Unione europea. Se Kiev non è pronta a soddisfare gli standard Nato su democrazia e corruzione, perché dovrebbe esserlo per gli standard Ue?

A sollevare dubbi sull'affrettare i passi di avvicinamento tra Nato e Ucraina è anche la Germania. "La porta (dell'Alleanza, ndr) è aperta, ma non è il momento di decidere ora", ha detto tempo fa il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius. Dall'altra parte, Kiev può contare sui Paesi baltici, che invece spingono per accelerare l'adesione. "Sarebbe molto triste se in qualche modo qualcuno potesse leggere l'esito del vertice di Vilnius come una vittoria della Russia nel precludere all'Ucraina la possibilità di entrare un giorno nella Nato", ha detto a fine maggio Ingrida Simonyte, la premier della Lituania. "Per avere una pace duratura, avremo bisogno dell'Ucraina, di un'Ucraina indipendente, libera e liberata, come parte dell'alleanza Nato", le ha fatto eco il primo ministro lettone, Krisjanis Karins. Anche il Parlamento europeo fa parte di questo fronte: in una risoluzione votata questa settimana, Strasburgo ha chiesto a larga maggioranza un percorso velocizzato per l'Ucraina.

La scorciatoia di Kiev verso la Nato

Di fronte a queste pressioni, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, si è limitato a ricordare che, finché è ancora in guerra, l'Ucraina non può formalmente aderire all'Alleanza, anche perché questo amplierebbe il conflitto con la Russia a tutti i 31 membri. Kiev lo sa, ma chiede un segnale forte da dare alla popolazione e all'esercito, un po' come ha fatto l'Ue 'promuovendo' l'Ucraina a candidata all'accesso. "È ora che l'Alleanza smetta di accampare scuse e avvii il processo che porterà all'eventuale adesione dell'Ucraina", aveva detto qualche tempo fa senza troppi giri di parole il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba. "Abbiamo bisogno di una dichiarazione scritta chiara da parte degli alleati che definisca un percorso di adesione", ha aggiunto.

Al momento ci sono vari compromessi sul tavolo degli Alleati. Le idee ventilate per assecondare le aspirazioni di Kiev vanno dal rilascio di una dichiarazione scritta sull'adesione dell'Ucraina durante il vertice di luglio, come chiesto da Kuleba, alla creazione di un nuovo consiglio Ucraina-Nato. Gli alleati sono anche pronti ad ampliare un pacchetto di assistenza per aiutare le forze del Paese ad abbandonare la dottrina, l'equipaggiamento e gli standard dell'era sovietica e a mettersi del tutto in linea con gli standard della difesa occidentale. Di sicuro, le parole di Biden non sono un buon segnale per Zelensky e i suoi in vista di Vilnius. 

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