Venerdì, 18 Giugno 2021
Isis

La cultura dichiara guerra all'Isis: droni e foto 3D per salvare l'arte

Gli archeologi delle università di Oxford e Harvard hanno messo a punto un piano per combattere la furia iconoclasta del Califfato: droni con telecamere 3D sorvoleranno le regioni a rischio per fotografare opere e reperti. Contro la barbarie, “la speranza è il digitale"

La cultura scende in campo contro la barbarie e dichiara guerra all'Isis. Le università di Oxford e Harvard hanno annunciato la nascita di un team formato dagli archeologi dei due atenei per salvare i monumenti minacciati dagli uomini del Califfo in Medio Oriente. Una versione moderna e potenziata dei leggendari “Monuments Men”, il gruppo di esperti che salvarono i tesori artistici trafugati dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, la cui storia è stata recentemente portata al cinema da George Clooney

IL PIANO - Come rivela The Times, gli archeologi hanno messo a punto un piano per salvare quell'immenso patrimonio artistico e culturale dalla furia iconoclasta dell’Isis. L’idea è quella di “inondare” da fine settembre tutte le regioni a rischio, a partire dall’Iraq, con migliaia di piccoli droni a basso costo dotati di telecamere 3D per fotografare la maggior quantità possibile di reperti e opere. Un progetto da due milioni di sterline che è stato sviluppato dall’Institute for Digital Archaeology (IDA) di Oxford, che, insieme all’Unesco, spera di riuscire a raccogliere circa cinque milioni di fotografie entro la fine di quest’anno e ben 20 milioni entro il 2016.

CONTRO LE RUSPE DELL'ISIS - Intanto gli uomini del califfo Abu Bakr al Baghdadi continuano la loro atroce opera di distruzione. La scorsa settimana, le ruspe dei miliziani hanno buttato giù un antico monastero cattolico a Homs, risalente al quinto secolo dopo Cristo, mentre a Palmira i fondamentalisti hanno decapitato il capo del sito archeologico, lo studioso 82enne Khaled Asaad, per non aver voluto rivelare agli uomini dello Stato Islamico il luogo dove erano stati nascosti i preziosi reperti provenienti dall’antica città, caduta nelle mani dell’Isis lo scorso maggio. “Palmira è diventata rapidamente il simbolo della cultura iconoclasta dell’Isis”, ha affermato Roger Michel, direttore dell’IDA.

SPERANZA DIGITALE - “Se all’Isis viene permesso di fare tabula rasa e riscrivere la storia di una regione che definito criteri estetici e politici a livello globale, tutti noi subiremo una sconfitta irreversibile e senza prezzo. Ma c’è una speranza: trasferire in digitale le testimonianze del nostro passato, che giacerà per sempre al di là della portata di vandali e terroristi”, ha spiegato Michel. Le immagini raccolte dai droni serviranno anche alla polizia per identificare i ladri di opere d’arte, grazie ai dati registrati. “Se qualcuno sta cercando di vendere un oggetto e dice che è stato ottenuto in Siria negli anni Trenta - ha concluso il direttore dell'IDA - noi potremo sapere che non è così perché nel 2015 si trovava in una precisa posizione, longitudine X e latitudine Y”. 

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