Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Il Cav non è "morto", il Cav non muore mai

Prima la sua "strana" sicurezza: "La partita non è finita". Poi il ricorso dei senatori Pdl contro il voto palese per la decadenza: il destino di Berlusconi non è ancora segnato

ROMA - Non si sente sconfitto Silvio Berlusconi. Nonostante una condanna a quattro anni per frode fiscale, nonostante potrebbe dovere cominciare molto presto a familiarizzare con i servizi sociali e nonostante la strada verso la decadenza appaia ormai spianata. Il Cav tira dritto per la sua strada e riprende da dove aveva lasciato: attacco ai giudici, frecciate alla sinistra. Il tutto con l'appoggio dei fedelissimi di sempre che stanno provando a rendere possibile l'impossibile.

"La sinistra ha commesso un autogol - ha spiegato Berlusconi durante un incontro con Bruno Vespa per il suo nuovo libro - Mi pare tutto chiaro. Come dice una vecchia canzone di De Gregori 'Non c'è niente da capire'". I colpevoli, il Cav, li ha già individuati: "L'atteggiamento della sinistra, e non solo, è ormai sotto gli occhi di chiunque abbia anche soltanto un minimo di onestà intellettuale. Gli italiani - ha continuato - hanno capito che vogliono eliminarmi per sempre dalla vita politica perché mi considerano l'ultimo ostacolo alla loro definitiva presa del potere". 

Parole usate, e abusate, di cui però Berlusconi non si stanca mai. "Sono preoccupato e amareggiato - ha concluso, prima di dichiarare 'battaglia' - Comunque la partita è ben lontana dal fischio finale perché la sentenza che mi ha condannato è fondata su delle falsità e sarà ribaltata molto presto".

Intanto, mentre il leader punzecchia gli avversari, i fedelissimi di Berlusconi tentato il miracolo al Senato. In ventidue, infatti, hanno promosso un appello al presidente del Senato, Pietro Grasso, affinché non ascolti il parere della Giunta per il regolamento sul voto palese per la decadenza da senatore del Cav

Il gruppetto, composto da "innovatori", ha spiegato che la decisione della Giunta "oltreché tecnicamente infondata, contravviene alle regola della correttezza istituzionale". Da qui, l'appello a Grasso di "ignorare la Giunta". 

Cosa deciderà il presidente del Senato è difficile, se non impossibile da prevedere. Ma una cosa è certa: Silvio non è solo. E, forse, non è "morto". 

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