Martedì, 22 Giugno 2021

Covid, l'avvertimento ai medici di base: "118 solo per casi gravi, o scattano sanzioni"

Una lettera inviata in Veneto non è piaciuta a molti. Si tratta della “disposizione numero 3” del comitato di crisi. Il titolo è “Segnalazione di inadempienze". Chi non si adegua rischia. L'obiettivo sarebbe quello di evitare sovraffollamenti nei pronto soccorso

Non ci stanno i medici di famiglia. C'è un documento, promosso dal ministro della Salute, che vuole essere un punto di orientamento e di indirizzo per i medici di medicina generale, da adattare poi alle situazioni particolari a ogni singole paziente, per dare indicazioni sia di monitoraggio, ma anche di linee terapeutiche che permettano di mantenere la gestione domiciliare. Il documento nei prossimi giorni verrà concertato per ottimizzare la gestione nel modo più appropriato e aggiornato dei malati a domicilio. 

All’insorgere di febbre, tosse, dolori muscolari diffusi, alterazione gusto e olfatto, bisogna subito chiamare al telefono il proprio medico di famiglia. La presa in carico tempestiva è una delle armi migliori che abbiamo a disposizione contro il coronavirus.

Covid: quando bisogna chiamare il 118?

Ma ci sono anche casi regionali. E una lettera inviata ai medici in Veneto non è piaciuta a molti. Si tratta della “disposizione numero 3” del comitato di crisi Covid-19 della Regione guidata da Zaia. Già il titolo è molto particolare: “Segnalazione di inadempienze dei medici di medicina generale”. E' datata 13 novembre ed è stata inviata dal coordinatore del comitato di crisi, Paolo Rosi, ai direttori di 118, ospedali e Asl.

Si chiede di "registrare i nominativi dei medici" di famiglia che invitano i pazienti con febbre molto alta, ma con sintomi respiratori «minori», a chiamare un’ambulanza. Insomma, un invito nemmeno troppo velato a chiamare il 118 solo e soltanto in casi gravi, per non aumentare la pressione sui pronto soccorso. Ieri in Veneto con 2.792 nuovi contagi (15.122 tamponi).

"Facendo seguito alle ripetute segnalazioni pervenute dalle centrali operative del Suem relative a pazienti affetti da iperpiressia (febbre oltre i 40 gradi, ndr) e sintomi respiratori minori, che vengono invitati a rivolgersi al 118 dal medico di medicina generale senza che questi abbia provveduto ad alcun approfondimento clinico si invitano i direttori delle centrali operative a registrare i nominativi dei medici interessati e a trasmetterli ai direttori del distretto".

I medici che non si adeguano rischierebbero "verifiche e provvedimenti". Un modo molto secco per lanciare un avvertimento ai medici che in questa seconda ondata inviano in ospedale pazienti con quadri clinici lievi, per di più senza visitarli? Ci sarebbero solo episodi isolati, ma la lettera, scrive oggi Repubblica, ha suscitato scalpore.

Per il segretario della Federazione dei medici di famiglia del Veneto, Domenico Crisarà, la disposizione regionale genera "sconcerto e perplessità" soprattutto "per il metodo, che ricorda i tribunali dell’Inquisizione o, venendo alla storia più recente, al maccartismo".

Fonte: La Repubblica →
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