Venerdì, 5 Marzo 2021
L'epidemia

Perché il numero di morti salirà ancora in Italia

"La mortalità non è il riflesso del numero dei contagiati di oggi ma di 10- 15 giorni fa" spiega Francesco Forastiere, medico ed epidemiologo. Gli ultimi 20 giorni di novembre sul fronte Covid saranno complicati, ma ci sono i primi segnali incoraggianti

Dopo quasi 11 mesi dall'inizio dell'emergenza , l'Italia supera il milione di casi di coronavirus. Nelle ultime 24 ore in Italia le vittime sono 623 e portano il totale a 42.953. Un numero, quello dei decessi, allarmante. E il peggio secondo gli esperti dovrebbe ancora arrivare. Sì, il virus sembra aver iniziato a rallentare, ma i prossimi giorni porteranno in dote bollettini probabilmente molto pesanti. 

Covid: per quanto saliranno ancora i decessi?

Francesco Forastiere, 66 anni, è medico ed epidemiologo. Dirige la rivista Epidemiologia e Prevenzione, ed è anche un consulente dell’Oms. Intervistato dal Corriere della Sera, usa parole molto chiare: c'è un filo di ottimismo per quel he riguarda la curva dei contagi, ma "per adesso è solo una speranza, sono i primissimi dati, ci potrebbero essere delle oscillazioni. Vero: negli ultimi due giorni c’è stata una decelerazione, ma il numero degli attualmente positivi è ancora molto grande".

Il calo del rapporto tra positivi e tamponi fatti è un indicatore importante, ma anche qui la cautela è doverosa perché, spiega Forastiere, "sui tamponi le Regioni stanno seguendo strategie diverse, perciò bisogna stare attenti".

Il dato più grave nei prossimi giorni resterà l'alto numero dei morti, in aumento. "La mortalità non è il riflesso del numero dei contagiati di oggi ma dei contagiati di 10- 15 giorni fa. Questo vuol dire che anche se il numero dei nuovi contagi dovesse stabilizzarsi o addirittura diminuire, la mortalità probabilmente continuerà ancora ad aumentare perché rispecchia l’epidemia dei giorni precedenti".

"Ovvio che sono numeri che spaventano, ma se continueranno a diminuire i contagiati, più in là vedrete che diminuiranno anche i morti".

Se le misure prese tra fine ottobre e inizio novembre stanno quindi iniziando a dare risultati, ci vorrà ancora del tempo perché il numero dei decessi inizi a calare sensibilmente. O almeno a non crescere più. Le misure introdotte con i Dpcm del 24 ottobre e del 4 novembre (il più incisivo) cominciano a produrre i primi, seppur minimi, effetti positivi, ma solo dopo due-tre settimane si può pensare di vedere una prima "svolta".

Intanto gli ultimi 20 giorni di novembre saranno sicuramente molto complicati. Le strutture ospedaliere sono in affanno ovunque. Gli ospedali "sono ormai vicini al collasso, per carenza di personale e mancanza di posti letto a fronte dell'abnorme afflusso di malati per la rapida e vertiginosa diffusione dell'infezione da Covid. Non vanno dati messaggi che sminuiscono la situazione". L'allarme è stato lanciato, in una lettera aperta, dai medici internisti, geriatri e infermieri di Medicina interna. La situazione ospedaliera, affermano, "è drammatica". 

Fonte: Corriere della Sera →
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