Lunedì, 15 Luglio 2024
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Rigopiano, sei anni dopo si torna in Aula: il servizio de Le Iene

Era il 2017 quando una valanga colpì la struttura. Persero la vita 29 persone. Ora, proprio nel giorno dell'anniversario della tragedia, riparte il Processo.

Domani, 18 gennaio 2023, ricorre l’anniversario della tragedia dell’Hotel Rigopiano di Farindola, travolto da una slavina nel 2017, e in cui hanno perso la vita 29 persone. Sulla vicenda sono tornate Le Iene, con un servizio dell’inviata Roberta Rei, che ha aperto la puntata di stasera ripercorrendo i drammatici momenti di quel giorno.

Hotel Rigopiano: domani al processo parlano gli imputati

Mercoledì 18 gennaio, proprio il giorno dell’anniversario della valanga che nel 2017 uccise 29 persone, si torna in aula per le arrighe della difesa e le testimonianze degli imputati. Il processo coinvolge 29 persone e una società, tutti appartenenti a varie istituzioni: Regione, Provincia, Comune di Farindola e prefettura. Tutti hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, e dovranno rispondere di disastro colposo, omicidio e lesioni plurime colpose, falso, depistaggio e abusi edilizi.

L’accusa, rappresentata dal procuratore capo Giuseppe Bellelli, e dai pubblici ministeri Andrea Papalia e Anna Benigni, nel corso della requisitoria ha chiesto 26 condanne e quattro assoluzioni. Dopo l’udienza di domani, si tornerà in aula a febbraio, per le repliche, e per il 17 dello stesso mese dovrebbe arrivare la decisione del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea.

Intanto, questi sono giorni di dolore per i famigliari delle vittime che domani, subito dopo l’udienza, si recheranno proprio a Rigopiano, per commemorare i propri cari.

Le Iene ricordano la tragedia di Rigopiano

Sono davvero drammatiche le chiamate ai soccorsi e al 118 che Le Iene fanno riascoltare. “L'hotel non c'è più, c'è stata una valanga”, dice la voce di Gianpiero Parete mentre tenta di telefonare per chiedere aiuto. Di fronte a lui l’albergo è sparito, sepolto sotto metri di neve, insieme a sua moglie, ai suoi due figli e ad altre 30 persone.

Lui si trova nel parcheggio esterno e tenta di mettersi in contatto con i soccorsi. La situazione è assurda: dopo diverse telefonate, in cui viene messo anche in attesa e cade la linea, decide di chiamare un amico, Quintino Marcella. L’uomo si attiva immediatamente ma anche lui trova risposte surreali: “I Vigilio del Fuco ci dicono hanno fatto le verifiche e non è vero nulla. Anche il 118 conferma. Cosa vuole che le dica ‘la mamma degli imbecilli è sempre incinta’, sarà uno scherzo”, si sente rispondere dalla voce al telefono in prefettura.

Dalla prima telefonata, ai soccorsi sono servite 12 ore per arrivare all’Hotel Rigopiano. Un ritardo fatale per le vittime. Ma non è tutto. Anche Gabriele D’Angelo, cameriere nella struttura e giovane volontario della Croce Rossa, telefona per chiedere aiuto, e lo fa al mattino, parecchie ore prima che la slavina ricoprisse tutto. Il ragazzo, dopo le prime scosse (5,4° Richter), si accorge del pericolo e chiede di evacuare l’hotel.

Segue una seconda telefonata alla prefettura, alle 11.38 e durata tre minuti, anche questa vana. Queste due chiamate, avvenute ben quattro ore prima della tragedia avrebbero forse potuto salvare le 29 persone che hanno perso la vita quel giorno, e che non hanno neanche potuto lasciare la struttura quella mattina a causa della neve alta che ricopriva completamente l’unica strada per l’albergo e l’unica via di fuga.

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