Domenica, 1 Agosto 2021
Facciamo chiarezza

Quanto è efficace il vaccino Pfizer contro la variante Delta

È vero che i numeri che arrivano da Israele sono preoccupanti? Le parole del primo ministro israeliano Naftali Bennett sono state rilanciate da molti No Vax, ma ci sono motivi per essere ottimisti

Foto di repertorio

Il vaccino Pfizer è meno efficace contro la variante Delta? Le parole pronunciate nei giorni scorsi dal primo ministro israeliano Naftali Bennett, secondo cui la protezione contro la mutazione B.1.617.2 è "più debole" di quanto sperassero i funzionari sanitari, sono state rilanciate dai No Vax di tutto il mondo a conferma della tesi, ovviamente fallace, dell'inutilità dei vaccini. E dunque, come stanno le cose? "Non sappiamo esattamente fino a che punto il vaccino aiuti" ma l'efficacia "è significativamente inferiore" contro la variante Delta, ha detto Bennet secondo quanto riportato dal Jerusalem Post. Un paio di settimane fa in effetti le autorità sanitarie israeliane avevano diffuso un nuovo studio secondo cui  il vaccino Pfizer-BioNTech avrebbe mostrato un'efficacia del 64% nel periodo compreso tra il 6 giugno e l'inizio di luglio, il 30% in meno rispetto al 94% di inizio maggio.

La protezione resta molto alta contro la malattia grave

È la prova che i vaccini non funzionano (più)? Non proprio. Intanto va detto che, stando agli stessi dati, la protezione dalla malattia grave e dai ricoveri resta molto elevata e risulta pari rispettivamente al 93,4 e 93%, solo di pochi punti inferiore rispetto a quanto riscontrato con la variante Alpha. In altre parole il vaccino offre comunque un'indubbia efficacia nel prevenire le ospedalizzazioni (e di conseguenza i decessi) riducendo in maniera significativa la pressione sul sistema sanitario. Il calo di efficacia è stato invece riscontrato nei confronti della malattia sintomatica e rispetto alla capacità del vaccino di prevenire l'infezione. Non si tratta certo di una buona notizia, ma non è neanche il caso di giungere a conclusioni affrettate. Intanto perché si tratta di dati preliminari, e dunque da maneggiare con cura. E in secondo luogo perché non bisogna dimenticare che altri studi hanno dato risultati molto diversi.

Altri studi suggeriscono un'efficacia superiore

Ci riferiamo in particolare ai dati rilasciati dal sistema sanitario inglese secondo cui Pfizer è risultato essere efficace all'88% nel fermare la malattia sintomatica derivante dal ceppo indiano due settimane dopo la seconda dose, laddove AstraZeneca avrebbe un'efficacia del 60%. Tuttavia, entrambi i vaccini sono efficaci solo al 33% tre settimane dopo una sola dose contro la malattia lieve o moderata.

C'è anche un altro studio, realizzato in Canada e non ancora sottoposto a revisione paritaria, che dà risultati anche più confortanti. La protezione del vaccino Pfizer nei confronti della variante Delta sarebbe del 54% a 14 giorni dalla prima dose e dell'87 dopo la seconda. In generale, come si evince dalla tabella in basso, anche Moderna e AstraZeneca garantiscono un'efficacia piuttosto robusta contro la malattia sintomatica.

efficacia variante delta-2

Tornando al caso di Israele, lo studioso Eran Segal del Weizmann Institute, ha fatto notare che rispetto all'ondata precedente la percentuale di persone che oggi in Israele si ammalano gravemente è decisamente più bassa: parliamo dell'1,6% contro il 4%, e questo è indubbiamente un merito dei vaccini. 

I numeri in ogni caso andrebbero maneggiati con cautela. Compresi quelli del ministero della Salute israeliano. Uri Shalit, docente senior presso il Technion-Israel Institute of Technology, ha sottolineato che a suo giudizio non possono essere intepretati con certezza "né in un modo né nell'altro". 

L'immunità di gregge è ancora lontana

Perché allora in Israele stanno aumentando di nuovo i casi di coronavirus? La causa di questa nuova mini-ondata a detta degli esperti va ricercata innanzitutto nella maggiore contagiosità della nuova variante che nel giro di poche settimane ha di fatto scalzato la precedente. Il fatto che il vaccino Pfizer possa avere un'efficacia minore nel prevenire l'infezione, come suggerito dallo studio, è un'ipotesi da prendere in considerazione ma che al momento non si può dare per scontata. Certo è che il numero dei contagi, sebbene in aumento, si mantiene comunque intorno alle mille unità laddove nelle ondata precedenti si toccavano i 9-10mila contagi al giorno.

nuovi casi israele-2

Insomma, se è vero che ci sono segnali che preoccupano, la situazione è ancora abbondantemente sotto controllo. Nel valutare il caso di Israele non bisogna neppure dimenticare che la percentuale di vaccinati con doppia dose è pari al 60% della popolazione, mentre il 34% non ha ricevuto nessuna dose di vaccino. Insomma, nonostante una partenza a razzo, la campagna vaccinale ha alla fine pagato un caro prezzo allo scetticismo: siamo ancora molto lontani dall'immunità di gregge che forse con Delta resterà un'utopia.

vaccinazioni israele-2

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