Se in Francia fanno tanti figli un motivo c'è (e non sono gli immigrati)

Con 1,88 figli per donna la Francia ha il tasso di fecondità più alto dell’Unione Europea, ma secondo l'istituto nazionale di studi demografici, contrariamente all'opinione più diffusa, il contributo della popolazione straniera è minimo. Per spiegare l'anomalia francese bisogna guardare altrove

Foto di repertorio

Secondo i dati pubblicati a inizio luglio dall'Istat, nel 2018 in Italia sono stati iscritti all’anagrafe appena 439.747 neonati, con un calo del 4% rispetto al 2017. Si tratta del livello più basso dall'Unità d’Italia in poi. Numeri allarmanti che indubbiamente ci pongono davanti ad una domanda: cosa bisogna fare per invertire la rotta? Mentre noi continuiamo a lambiccarci sul perché ed il per come nel nostro Paese si facciano così pochi figli, in Francia ci si chiede l’esatto opposto.

Ovvero: perché il tasso di fecondità, pari a 1,88 figli per donna, è il più alto dell’Unione Europea? La media dell’Ue, per la cronaca, è di 1,59 figli per donna, ma in Italia si scende addirittura a 1,34 (dati del 2017). Certo anche in Francia potrebbe andare meglio se pensiamo che il tasso di fecondità che dovrebbe assicurare il ricambio generazionale è pari a 2,1 figli per donna. Ma rispetto alla maggior parte degli Stati europei la situazione è senza dubbio molto più rosea. 

Perché in Francia le famiglie fanno più figli?

Che cosa spinge dunque i cittadini francesi a fare più figli? Secondo un’opinione piuttosto diffusa ad incidere sul tasso di natalità sarebbe la popolazione straniera che, tra migranti di prima e seconda generazione, rappresenta una fetta consistente dei cittadini che abitano o risiedono in Francia.

Ed è senz’altro vero che oltralpe (così come in Italia) gli immigrati fanno mediamente più figli, ma questo non basta a spiegare perché si facciano così tanti figli in più rispetto a Paesi come la Spagna o la Germania che hanno un tasso di fecondità notevomente più basso. Un rapporto dell’Institut national d’études démographiques (Ined) pubblicato oggi spiega che in realtà l’idea che "l’anomalia francese" (virgolettato di chi scrive) si possa spiegare solo tirando in ballo i migranti è sostanzialmente sbagliata e fuorviante.

La popolazione straniera e il tasso di fecondità

L’Ined fa infatti notare che in Francia le donne straniere in età fertile rappresentano il 12% del totale e hanno un tasso di fertilità pari a 2,6 figli, contro l’1,8 delle donne nate in Francia. Di conseguenza la popolazione immigrata contribuisce solo per lo 0,1 al tasso di fecondità nazionale che passa così dall’1,8 all’1,9. Per spiegare meglio il concetto l’istituto di demografia fa un piccolo esempio: se in un Paese fittizio il 99% delle donne concepisse due figli e l’1% ne concepisse sette il tasso di fertilità passerebbe solo dal 2 al 2,05. Un’inezia. 

Come va negli altri Paesi europei

L’Ined osserva poi che nella metà dei Paesi europei, il contributo degli stranieri al tasso di fertilità è simile a quello francese. D'altra parte, in un Paese europeo su quattro, gli immigrati "sono troppo pochi" per poter incidere realmente sulle statistiche relative alla natalità. Ciò è vero ad esempio per diversi Stati dell'Europa centrale e orientale come Polonia, Romania e Bulgaria. Un caso a parte è rappresentato dai Paesi Bassi dove il tasso di fecondità degli immigrati non è diverso da quello dei "nativi".  

"Ci sono persino Paesi - si legge nel rapporto dell’Ined - in cui le donne immigrate contribuiscono a ridurre il tasso di fertilità nazionale invece che aumentarlo, come accade in Islanda o in Danimarca". Del resto anche in Italia è stato osservato che il contributo degli immigrati al ricambio generazionale si sta via via riducendo: segno che con l’integrazione anche le famiglie straniere tendono a fare meno figli. 

In Francia fanno più figli? "Merito del welfare"

Tornando al caso francese, l’Ined osserva che se rispetto agli altri Paesi Ue la Francia ha un tasso di fecondità molto elevato, lo si deve "all’elevata fertilità dei nativi" e non all’immigrazione. La propensione della Francia a fare figli dunque può essere spiegata con "gli effetti delle politiche di sostegno alle famiglie praticate in modo coerente per 75 anni" e che godono di ampio consenso tra la popolazione francese. Del resto, se guardiamo alle statistiche, tra gli Stati europei con un tasso di fertilità superiore alla media figurano Danimarca (1,79), Svezia (1,85) e Regno Unito (1,83), ovvero Paesi che investono molto sulla famiglia. 

Il declino demografico del Belpaese

L’Italia dal canto sta vivendo un declino demografico che sembra inarrestabile.  Al 31 dicembre 2018 la popolazione ammontava a 60.359.546 residenti, oltre 124mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,2%) e oltre 400 mila in meno rispetto a quattro anni prima. Secondo l’Istat il calo è interamente attribuibile alla popolazione italiana, che è scesa di 235 mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,4%). Rispetto alla stessa data del 2014 la perdita di cittadini italiani (residenti in Italia) è pari alla scomparsa di una città grande come Palermo (-677 mila).

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