Virus Cina, c'è un kit per la diagnosi rapida: test in 15 minuti

E' stato sviluppato da scienziati cinesi ed è in grado di rivelare se una persona abbia contratto il virus tra gli otto e i quindici minuti. In Italia, al momento, non è necessario: una misura del genere non farebbe altro che accrescere la psicosi

Coronavirus, sviluppato un kit per la diagnosi rapida. Foto Ansa

Il coronavirus cinese è arrivato in Italia. Da ieri una coppia di cittadini cinesi in viaggio a Roma è risultata positiva al test, e ricoverata in isolamento all'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. Ci sono altri diciotto cittadini cinesi sotto osservazione perché facevano parte dello stesso gruppo della coppia in vacanza a Roma. "Sono arrivati ieri in autobus e sono sotto osservazione - spiega all'Adnkronos Salute Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani - le loro condizioni sono buone, ma voglio rassicurare che l'ospedale è operativo e non chiuso come scritto da qualche giornale".

Per quanto riguarda la coppia positiva al coronavirus, era originaria di Wuhan, è in condizioni stabili come spiegato ieri dal direttore scientifico dello Spallanzani nella conferenza stampa con il premier Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza a Palazzo Chigi. Lo Spallanzani è comunque blindato ai giornalisti, gli ingressi sono presidiati dalla Polizia e dai vigilantes, e sono poche le persone che entrano o escono dall'ingresso principali e tutti comunque preferiscono non commentare.

Coronavirus, sviluppato un kit per la diagnosi rapida

Intanto, un kit per la diagnosi rapida del coronavirus è stato sviluppato dagli scienziati di Wuxi, nella provincia dello Jiangsu, nell'est della Cina. E' in grado di rivelare se una persona abbia contratto il virus tra gli otto e i quindici minuti, ha annunciato l'ufficio della Scienza e della Tecnologia della città, secondo il quale il kit è facile da usare e trasportare ed è decisivo per la prevenzione ed il controllo dell'epidemia.

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Il kit è stato sviluppato in undici giorni grazie al lavoro congiunto degli esperti dell'Istituto nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie virali e di un'azienda high-tech di Wuxi. Il kit ora sarà prodotto su larga scala. L'azienda ha fatto sapere di essere in grado di produrne quattromila al giorno. I primi kit messi a punto nello Jiangsu sono già in uso nella provincia di Hubei, epicentro dell'epidemia.

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Al momento in Italia non c'è una disposizione in merito perché le aziende sanitarie debbano possedere un kit per la diagnosi del coronavirus. Il motivo è semplice: non c'è la necessità clinica di averlo, non essendoci una pandemia europea. Una misura del genere non farebbe altro che accrescere la psicosi. E invece ciò che occorre in questa fase è evitare gli allarmismi, monitorare le persone che provengono dalle zone a rischio, isolando i casi accertati di contagio. Ed è quello che si sta facendo. L'ospedale "Lazzaro Spallanzani" di Roma, specializzato nella prevenzione, diagnosi e cura delle malattie infettive, è un'eccellenza della sanità italiana: qui si fanno le analisi sui campioni che in poche ore danno il responso definitivo sull'eventuale contagio e si visitano i casi sospetti.

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