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Lunedì, 27 Maggio 2024
Processo Eternit

Processo Eternit: "Annullare tutto, reato prescritto"

Reati decaduti perché sono da far risalire a quando chiuse lo stabilimento dell'azienda: ecco le motivazioni spiegate dal procuratore generale

I reati contestati nel processo Eternit sono prescritti perché sono da far risaltire a quando chiuse lo stabilimento dell'azienda. Con questa motivazione il procuratore generale ha chiesto ai giudici della Cassazione l'annullamento della sentenza emessa dalla corte d'appello di Torino nel cosiddetto 'processo del secolo' sulle morti dovute ad intossicazione da amianto. Diverso invece il parere dell'Afeva, l'associazione dei familiari delle vittime:

Il magistrato ha spiegato che il reato si è consumato fino al 1986. Le due sentenze, quella di primo grado e l'altra d'appello anche se con motivi differenti hanno affermato altro e cioé che la contestazione era 'permanente' e fino alla morte delle persone colpite

IL PROCESSO DEL SECOLO - Il processo cominciò nel dicembre del 2009 a Torino e già dalla prima udienza risultava evidente che avrebbe cambiato la storia: 220mila pagine di documenti prodotti dalla procura della Repubblica, in particolare dai magistrati Raffaele Guariniello, Sara Panelli e Gianfranco Colace. Gli imputati invece erano "i padroni": il barone belga Louis de Cartier e il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, accusati di disastro doloso ambientale permanente, da cui sono derivate migliaia di casi di malattia e morte per patologie derivate dall’amianto. Schmidheiny è stato condannato a sedici anni in primo grado e a diciotto in secondo e la condanna prevede anche il risarcimento dei familiari.

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