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Giovedì, 9 Febbraio 2023
lati oscuri

Il celebrato price cap non abbassa le bollette

Il governo Meloni esulta per l'accordo raggiunto a Bruxelles su un tetto al prezzo del gas, ma il price cap servirà a poco per le bollette, anzi: potrebbe anche peggiorare la situazione. I rischi e le critiche di istituzioni, analisti e operatori del mercato

L'Ue ha trovato l'accordo per un price cap al gas come risposta agli aumenti straordinari dei prezzi delle bollette. C'è entusiasmo tra le parti politiche favorevoli, come il governo Meloni, ma operatori del mercato, istituzioni e analisti si chiedono se il meccanismo funzionerà davvero per mantenere bassi i prezzi delle bollette di luce e gas, senza creare ulteriori problemi. Sì, perché potrebbero esserci dei rischi paradossali: un tetto al prezzo del gas potrebbe essere persino controproducente e provocare ulteriori squilibri ai mercati e quindi ai prezzi.

Il sognato price cap, il tetto che non è un tetto

Dopo mesi di trattative i Paesi membri dell'Unione europea hanno raggiunto un accordo sul price cap, un tetto massimo al prezzo del gas da applicare alle quotazioni mensili dell'indice Ttf della borsa di Amsterdam, il mercato di riferimento per lo scambio del gas in Europa. Lo scopo è evitare gli aumenti straordinari visti nel 2022 dall'inizio della guerra in Ucraina. 

Il prezzo del gas in Europa e in Italia dopo l'adozione del price cap, il tetto al prezzo del gas-2

L'approvazione del meccanismo è stata acclamata dai Paesi promotori come l'Italia: già Mario Draghi si era appellato più volte alle istituzioni europee per correggere i prezzi del mercato, e l'attuale governo Meloni ha proseguito nella stessa direzione. 

Il price cap, tetto al prezzo del gas o anche denominato "meccanismo di correzione dei prezzi", entrerà in vigore dal 15 febbraio 2023 in presenza di due condizioni: 

  • Se le quotazioni mensili dell'indice Ttf superano i 180 euro al megawattora;
  • Se la differenza di prezzo tra il Ttf e il Gnl, il gas naturale liquefatto, supera i 35 euro per tre giorni consecutivi. 

Una volta entrato in azione - al verificarsi delle due condizioni sopra - il tetto al prezzo del gas resta in vigore per 20 giorni lavorativi. "È la vittoria dei cittadini italiani ed europei che chiedono sicurezza energetica - ha dichiarato il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, dopo il raggiungimento dell'intesa -. È la vittoria dell'Italia che ha creduto e lavorato per raggiungere questo accordo".

Ha esultato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito l'accordo sul price cap una "grande vittoria italiana", anche grazie "al precedente governo che l’ha istruita". Tuttavia, l'intesa raggiunta a Bruxelles potrebbe solo essere una vittoria politica senza risvolti positivi per i consumatori europei ed italiani.

In più, c'è da dire che il tetto al prezzo del gas non è propriamente un tetto. Difatti, il nome ufficiale è "meccanismo di correzione dei prezzi". Questo perché non c'è una soglia fissa, che potrebbe sembrare quella dei 180 euro: la differenza di 35 euro con il Gnl potrebbe infatti anche essere superiore, portando i prezzi al di sopra dei 180 euro.

I rischi nascosti e il reale impatto sulle bollette

Nella bozza del regolamento Ue sono previsti dei "freni", che in qualche modo esplicitano i rischi nascosti del price cap. Il meccanismo si disattiverebbe una volta che i prezzi tornano al di sotto dei parametri, ma anche in caso di "calo significativo" delle importazioni trimestrali di Gnl o di un aumento del consumo di gas del 15 per cento in un mese.

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Per com'è strutturato, il price cap sarebbe entrato in azione solo per 40 giorni tra agosto e settembre 2022, il momento di massima pressione sui mercati, facendo poca differenza sui prezzi: come fa notare l'Ispi, la media dell’ultimo anno in assenza di un tetto è stata di 134 euro al megawattora, che sarebbe scesa a 128 euro al megawattora con il cap attuale.

I prezzi degl gas con e senza price cap

Come fatto notare in precedenza, il price cap potrebbe addirittura essere dannoso e causare una minore disponibilità di gas sui mercati con un conseguente - e ulteriore - aumento dei prezzi. Per questi e altri motivi sono arrivate diverse critiche al meccanismo, da parte di analisti, ma anche di istituzioni e attori dei mercati energetici, non solo per i rischi connessi ma anche per l'effettivo impatto sul prezzo delle bollette. 

Il price cap al gas funziona? I rischi e gli effetti negativi del tetto al prezzo del gas

In un'analisi dell'Oxford Institute for Energy Studies, si sottolinea che il meccanismo "renderà più difficoltoso il bilanciamento di domanda e offerta fino a quando non aumenta l’offerta di Gnl; potrebbe ridurre la concorrenza nei mercati del gas con maggiori probabilità che i prezzi rimangano più alti e per più tempo; e potrebbe danneggiare la sicurezza degli approvvigionamenti se si riducessero i flussi verso l’Europa aumentando la probabilità, e il bisogno, dei razionamenti".

La Banca centrale europea ha fatto notare che il price cap "potrebbe danneggiare la stabilità finanziaria dell’Eurozona", in quanto potrebbe "aumentare la volatilità e le relative richieste di marginazione, mettere in crisi la capacità delle piattaforme di scambio di gestire il rischio finanziario, e incentivare la migrazione dalle borse agli scambi bilaterali". 

Quanto gas abbiamo per l'inverno

L'Intercontinental Exchange (Ice), che ospita le contrattazioni del gas Ttf ad Amsterdam, ha chiesto la sospensione del meccanismo per il timore di una "fuga" dei fornitori, con conseguente aumento dei prezzi. Anche l'Associazione delle Borse europee dell'energia ha affermato che il piano Ue potrebbe rappresentare un grave rischio per la stabilità finanziaria dei mercati energetici europei.

Il dito e la luna

Il price cap sembra uno strumento che non risolve gli attuali problemi del mercato dell'energia e che potrebbe addirittura crearne di nuovi. Come fa notare Simone Tagliapietra di Bruegel, il problema attuale del mercato è la disponibilità di gas che non si risolve con un tetto massimo al prezzo del gas. Anzi.

Il price cap, il tetto al prezzo del gas, è utile per ridurre i prezzi delle bollette? Il vero tema è la riduzione dei consumi-2

L'Italia e gli altri Paesi europei stanno da mesi cercando nuovo gas sul mercato per sostituire quello russo, che fino al 2021 costituiva il 40 per cento delle forniture. La Russia ha già detto che sospenderà del tutto l’invio del gas ai Paesi che applicano il price cap. Il Gnl, il gas naturale liquefatto, rappresenta il modo migliore per gli approvvigionamenti, ma potrebbero subentrare altri problemi nel 2023 connessi alla ripresa della domanda in Cina che potrebbe "attrarre" una parte corposa della domanda. 

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Il modo più veloce per abbassare i prezzi è ridurre la domanda, ossia i consumi di gas, cosa che sta accadendo, in generale, in tutta l'Unione Europea: nel periodo agosto-novembre 2022 la domanda di gas nell'Ue è diminuita del 20 per cento rispetto alla media degli stessi mesi riferita al periodo 2017-2021.

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Anche in Italia le temperature miti di novembre e dicembre 2022 stanno permettendo di risparmiare miliardi di metri cubi di gas rispetto al 2021. Sappiamo che passato l'inverno bisognerà subito pensare al prossimo, riempendo in primavera gli stoccaggi: in quel momento dovranno farlo tutti i Paesi dell'Ue, probabilmente in un contesto di maggiore scarsità che, peraltro, potrebbe essere aggravato dallo stesso tetto al prezzo del gas. Se il price cap è il dito, i consumi da ridurre sono la Luna: stiamo guardando al problema dalla prospettiva sbagliata.

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