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Lunedì, 4 Marzo 2024
Manovra 2024

Pensioni, il piano Meloni contro il (suo) taglio degli assegni: le tre ipotesi

Incontro governo – sindacati sul taglio delle pensioni: le tre ipotesi di modifica e la reazione dei sindacati

Nessun passo indietro del governo sul taglio alle pensioni di medici, sanitari e altre categorie della Pa inserito in manovra, ma solo alcune modifiche. Durante l’incontro tra governo e sindacati avvenuto a Palazzo Chigi la premier Meloni ha annunciato di non voler ritirare l’articolo 33 sulla riduzione dell’assegno previdenziale per alcune categorie pubbliche, al massimo confermerà gli attuali rendimenti di medici, infermieri, personale degli enti locali, insegnanti e maestre d'asilo per la pensione di vecchiaia. Per le stesse categorie, l'esecutivo sta inoltre valutando la possibilità di ricercare soluzioni graduali per la pensione anticipata.

Tagli alle pensioni, medici verso lo sciopero

Tre le ipotesi su cui si lavora al momento: "Faremo del nostro meglio per risolvere e correggere", ha assicurato la premier ma per i sindacati il governo non ha cambiato nulla sulle pensioni.

Governo lavora a 3 ipotesi per rivedere taglio pensione medici

Il governo sembrerebbe intenzionato a voler salvaguardare l'assegno per chi va in pensione raggiunti i requisiti di vecchiaia. Confermati invece i tagli “graduali” per chi sceglie l'anticipo. Tre le ipotesi alle quali il governo sta lavorando per rivedere l'articolo 33 che taglia le aliquote di rendimento delle pensioni di alcune categorie di lavoratori della pubblica amministrazione.

"Stiamo lavorando per modificare la misura nel migliore dei modi, garantendo che non ci sia nessuna penalizzazione per chi si ritira con la pensione di vecchiaia e garantendo che non ci sia nessuna penalizzazione per chi raggiunge al 31.12.2023 i requisiti attualmente previsti – ha confermato la premier Giorgia Meloni - . Questo per tutti, non solo per il comparto sanità. Per il comparto sanità si sta valutando un ulteriore meccanismo di tutela in modo da ridurre la penalizzazione all'approssimarsi all'età della pensione di vecchiaia. Faremo del nostro meglio per risolvere e correggere".

Sindacati: "Il governo non ha cambiato nulla sulle pensioni"

L’incontro tra governo e sindacati è stato molto apprezzato dai sindacati: "Un segno di rispetto dopo le mobilitazioni - ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra -. Noi abbiamo chiesto di ritirare l'articolo 33, il governo ci ha assicurato che interverranno dei cambiamenti e miglioramenti della norma: aliquote e rendimenti dei futuri trattamenti pensionistici di medici, infermieri, personale di enti locali, maestre d'asilo dovrebbero restare quelli attuali per la pensione di vecchiaia. E sta ragionando in queste ore per introdurre miglioramenti anche per la pensione anticipata".

"Si conferma ancora una volta l'insensibilità alle tante richieste che vengono dalle piazze", ha dichiarato invece il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, sottolineando che "il governo ha confermato l'impostazione della manovra. L'articolo 33 viene confermato: solo su questo stanno valutando eventuali modifiche. Alla domanda se è vero o falso che fanno cassa sulle pensioni, non hanno risposto, come ci aspettavamo".

"La manovra continua a essere sbagliata", ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, spiegando che sull'articolo 33, che riguarda le pensioni dei medici il governo "si è limitato a dire che stanno ragionando. Al di là dell'ascolto, al momento il governo non ha cambiato nulla della manovra".

Quota 103 e la beffa delle finestre per chi va in pensione nel 2024

La volontà di confrontarsi è stata apprezzata anche dal segretario generale dell'Ugl, Paolo Capone,  ma sul tema generale delle pensioni in manovra 2024 ha tuonato: "Non mi pare ci sia una grossa disponibilità a cancellare i paletti su Opzione donna, Ape sociale e Quota 103".

Confermato lo sciopero di medici e infermieri

Sulle pensioni di medici e infermieri il governo sta facendo solo una "enorme confusione", ha rilevato  il presidente nazionale del sindacato infermieri Nursing Up, Antonio De Palma. "Prima di tutto - spiega in una nota - non è chiaro se davvero e in che modo l'art. 33 sarà rivisto e revisionato. In secondo luogo è ancor meno chiaro se, accanto all'indispensabile estromissione dei medici, che da settimane hanno alzato gli scudi della protesta, saranno inclusi anche i professionisti dell'assistenza, come ci avevano rassicurato da più parti nei giorni scorsi. Dai contenuti che emergono ci pare chiaro che siamo di fronte a posizioni a nostro avviso decisamente pasticciate, che rappresentano lo specchio fedele della grande confusione che regna sovrana".

"Dopo il vertice di oggi possiamo senza dubbio affermare che non intendiamo arretrare di un millimetro e che anzi le ragioni delle nostre proteste si fanno ancora più forti". Confermato lo sciopero del 5 dicembre, "quando saremo pronti a incrociare le braccia, fianco a fianco con i medici, con i quali condividiamo ogni giorno i disagi della vita reale nelle corsie".

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