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Giovedì, 20 Giugno 2024
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Selvaggia Roma ha cambiato nome dopo l'aborto, ecco come si chiama ora

Il dolore per la perdita della sua bambina ha cambiato l'ex gieffina al punto da spingerla a cambiare nome

Perdere un figlio è un dolore grandissimo e lo sa bene Selvaggia Roma che, lo scorso settembre, ha annunciato di avere avuto un aborto perdendo, così, la bimba che stava aspettando da Luca Teti. Un vero e proprio incubo per Selvaggia che ha scoperto, durante un'ecografia, che il cuoricino della sua bambina non batteva più ed è stata, così, costretta ad abortire. A sei mesi da quell'annuncio social, Selvaggia, ha deciso di raccontare il suo dolore e il lutto per la perdita di quella bambina mai nata, a Chi, con un'intervista a cuore aperto dove ha svelato come sta e cosa è cambiato nella sua vita dopo quel tragico evento. 

Iniziamo con la notizia principale. Selvaggia Roma ha cambiato nome. Ebbene sì, dopo l'aborto, Selvaggia ha deciso di dare un taglio netto alla sua vita e ripartire dal cambiamento più grande che si possa fare, quello di assumere un nuovo nome e, di conseguenza, una nuova identità. Ora si chiama Sabrina, Sabrina Haddaji, non si tratta di un nome inventato ma del suo nome originale che aveva abbandonato per lo pseudonimo di Selvaggia Roma. Adesso, però, l'ex gieffina è voluta tornare alle origini facendosi chiamare con il suo vero nome, Sabrina. 

"Darei il benvenuto a Sabrina. Mi piacerebbe che le persone conoscessero questa nuova identità che mi soddisfa, che è nata da un grande dolore. Ci spero"

E sull'aborto ha svelato di aver provato un dolore "disumano" che porta ancora nel cuore.

"Si sarebbe chiamata Mia. Purtroppo al quinto mese di gravidanza ho contratto un virus di quelli che non lasciano scampo in situazioni simili - ha rivelato Selvaggia -. Di lì a pochissimo il cuore di mia figlia ha smesso di battere e l’ho visto proprio durante un’ecografia. Mi hanno operato subito, ventitré ore di travaglio con la consapevolezza che non l’avrei potuto abbracciare viva. Ho dovuto partorire un corpicino che non c’era più. Ancora adesso, mentre ne parlo, mi fa male il cuore. Il più grande dolore mai provato" 

Dopo quella tragedia, la 32enne, non ha potuto fare altro che affrontare il dolore chiedendo aiuto a uno psicologo e dialogando con chi, come lei, aveva vissuto un'esperienza simile e poteva capirla. 

“Il dialogo mi ha impedito di impazzire ha ammesso la romana -. Con calma farò riaffiorare il desiderio di diventare mamma, ma oggi non ce la faccio. Io amo i bambini, ma mia figlia non è qui con me".

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