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Venerdì, 12 Aprile 2024
Effetto boomerang / Russia

Cosa succede se Putin accetta il piano di Xi per bloccare YouTube

In oltre 400 giorni di guerra in Ucraina, Youtube è stata una fondamentale piattaforma per diffondere la narrativa filo-putiniana in Russia e in tutto il mondo

Niente Youtube, Facebook, Instagram né Twitter. I social media occidentali non superano la muraglia digitale cinese posta dal Great Firewall, il termine coniato in un articolo sulla rivista Wired per far riferimento al progetto di sicurezza del cyberspazio cinese, il Golden Shield Project. C'è persino un ente che si occupa di controllare quanto accade sul web oltre i confini cinesi: è il Cyberspace Administration of China (Cac), l’agenzia di sicurezza per la regolamentazione, censura e supervisione del web. Ma cosa accade se le stesse restrizioni venissero applicate da altri paesi, magari vicini a Pechino? Una risposta potrebbe arrivare dalla Russia, dove recentemente il leader del Cremlino Vladimir Putin ha incontrato il suo "amico" Xi Jinping in un summit che ha ridefinito un nuovo asse tra Cina e Russia. 

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Durante il faccia a faccia tra i due leader, sullo sfondo delle conversazioni per proporre un nuovo ordine multipolare, Putin ha concordato con Xi un progetto congiunto per bloccare Youtube in Russia. La notizia arriva dal portale russo Octagon, che cita fonti che hanno familiarità con la vicenda. Dopo la visita del presidente cinese, nella capitale russa sarebbe arrivato un gruppo di 41 esperti cinesi di minacce informatiche, riporta il sito vicino al Cremlino. Gli specialisti cinesi hanno il compito di analizzare e preparare una "road map" tecnica per bloccare completamente YouTube in Russia, insieme ai loro colleghi russi. Parte della tecnologia, secondo Octagon, sarà fornita dall'Esercito popolare di liberazione cinese, mentre il resto attingerà a quella sviluppata da russi e bielorussi. "Il blocco di YouTube secondo il programma sarà possibile nel quarto trimestre del 2023", riferisce Octagon.

E in Russia c'è già chi si prepara al cambio di passo. VKontakte, la rete sociale russa, si sta già attrezzando per il blocco di YouTube. Secondo Forbes, che cita fonti nel settore delle telecomunicazioni russe, la società ha iniziato a installare server sulle reti dei provider per velocizzare il download di contenuti video. Una misura che VKontakte considera necessaria perché, se YouTube venisse bloccato, il canale russo subirà un ingente aumento del traffico degli utenti.

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Come in Cina, quindi, chi vorrà usare il social media dovrà fare uso del VPN (Virtual Private Network) che permette di costruire una rete privata per aggirare la censura. La decisione del Cremlino, però, potrebbe rivelarsi un boomerang. Se la Russia blocca il social, YouTube dovrebbe eliminare tutti i canali russi e quelli di propaganda della Russia. In oltre 400 giorni di guerra in Ucraina, YouTube è infatti stata una fondamentale piattaforma per diffondere la narrativa filo-putiniana in Russia e in tutto il mondo. E se Mosca dovesse procedere in questa direzione, il cyberspazio diventerebbe un altro luogo in cui le rivendicazioni di un mondo multipolare proposto da Xi e Putin si fanno più concrete. 

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