Martedì, 27 Ottobre 2020
Politica

Conte: "Lockdown? Non faccio previsioni, Regioni possono decidere in base alle necessità"

Preoccupa la crescita progressiva dei contagi mentre il presidente del Consiglio cita la possibilità per i governatori delle Regioni di introdurre misure restrittive qualora se ne presenti la necessità

Un lockdown a Natale? “Non faccio previsioni”, dice il premier Conte. “Io faccio previsioni delle misure più idonee, adeguate e sostenibili per prendere un lockdown, però dipenderà molto dal comportamento di tutta la comunità nazionale”, ha spiegato il presidente del Consiglio durante un punto stampa a Capri.

"Se cresce il numero dei contagiati e il numero delle persone negli ospedali e in particolare in terapia intensiva andremo di nuovo in difficoltà”, avverte Conte, ed “è chiaro che non possiamo creare terapie intensive per una pandemia che dovesse esplodere se non rispettiamo le regole, se lasciamo correre il contagio non ci saranno numeri che potranno essere sufficienti per le terapie intensive". "Non potete pensare che ci sia il governo che risolve il problema”, ha aggiunto, lodando ancora una volta “la comunita' italiana” per come ha affrontato quella che definisce “una prova difficilissima”. “Ne siamo usciti vincitori”, dice Conte. “Ora affronteremo questa nuova ondata con grande senso di responsabilità, smettiamola di far polemiche e discorsi astratti, dobbiamo essere concreti”.

L'ipotesi di misure restrittive da parte delle Regioni

Parlando della situazione in Campania (+818 nuovi casi in 24 ore) e rispondendo a chi chiedeva se fosse ipotizzabile un minilockdown per la regione guidata da Vincenzo De Luca, Conte ha risponde: “Abbiamo predisposto per la Campania, come per tutte le regioni, la possibilità per gli stessi presidenti di poter introdurre delle misure ristrettive non appena se ne presentasse la necessità”. “Collaborare, collaborare, collaborare”: lo ripete tre volte il premier, ribadendo il costante aggiornamento con i governatori per seguire le varie situazioni regionali. 

“Facciamo di tutto per evitare il lockdown nelle scuole”, ha detto questo pomeriggio il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, durante una diretta Facebook, aggiungendo: “Dobbiamo incentivare di più lo smart working perché questo favorirebbe una riduzione dell'affollamento dei mezzi di trasporto”. 

Ipotizza “ulteriori restrizioni, sperabilemente localizzate” Fabrizio Pregliasco, direttore dell’Irccs Galeazzi di Milano, che siano “legate all’individuazione di focolai particolari e magari lockdown di un quartiere, di un contesto. È già successo a La Spezia, a Latina, a Roma nel recinto passato e purtroppo è qualcosa che dobbiamo tenere in conto come opzione”. Uno scenario, ha detto Pregliasco ai microfoni di Radio Popolare, che già si sta verificando intorno a noi: “Lo ha fatto Boris Johnson in Inghilterra per le principali città, ma anche la Francia lo sta immaginando. Purtroppo non vedo perché noi dovremmo essere esentati”. “Bisogna vedere l'evoluzione di questi giorni ha aggiunto - di questo weekend e da li' decidere il da farsi”, ha concluso. 

Lockdown a Natale? “Sta a noi evitarlo”. Attenzione alle regole e all’uso delle mascherina

Tornando sulla questione di un ipotizzabile lockdown sotto Natale, i medici si preparano. "Se continuiamo con questa progressione è possibile, ma noi dobbiamo impedirlo" e l'unico modo per farlo è "la responsabilita' sociale", dice il presidente dell'Ordine dei medici di Venezia e vicepresidente nazionale della Federazione degli Ordini dei medici, Giovanni Leoni, che parlando all’agenzia Dire sottolinea come sia fondamentale che tutti facciano la propria parte.

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L’ultimo dpcm, secondo Leoni, è stato “un avvertimento, per sensibilizzare anche la parte di popolazione e le categorie che ancora non rispettano le regole". Ad esempio chi con la “scusa” dell’aperitivo passa il tempo con a parlare senza mascherina quando invece questa andrebbe abbassata soltanto per mangiare e bere e rimessa subito dopo. E le mascherine, chiarisce Leoni, “non sono tutte uguali”. Quelle chirurgiche “hanno una durata di sei ore” e quale riutilizzabili vanno lavate, pena un “effetto dimezzato fino a diventare inutili”. Leoni mette di nuovo l’accento sull’importanza dei comportamenti corretti da parte della comunità intera, rispettando le regole, e glissando sulle polemiche sull’attivazione di Immuni in Veneto si dice fiducioso che l’app di tracciamento “sia attivata al più presto anche qui”, poi la palla passerà ai singoli cittadini che dovranno prima scaricarla e poi comunicare le eventuali segnalazioni di contatto che riceveranno. 

La Regione Lazio pronta ai mini-lockdown 

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