Martedì, 27 Ottobre 2020
Politica

Le scuole superiori chiuse in Lombardia?

Attesa per oggi l'ordinanza del governatore Fontana. Sotto la lente tre comuni: Milano, Monza e Varese. In arrivo una decisione anche sull'università

Ieri la Regione Campania ha chiuso le scuole con un'ordinanza del presidente Vincenzo De Luca. Oggi, annuncia La Repubblica, alcuni comuni lombardi, con in testa Milano, potrebbero annunciare misure analoghe. 

Le scuole superiori chiuse in Lombardia

Secondo il quotidiano fino alla tarda serata di ieri si pensava di introdurre la didattica a distanza per le scuole superiori. La ministra della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina non è d'accordo, ma dopo la prima ondata dell'epidemia di coronavirus il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana non è disposto ad attendere oltre e a quanto pare il sindaco di Milano Beppe Sala è d'accordo. 

Come sarà declinata la Dad è però battaglia delle prossime ore: possibile che si decida di alternare la presenza in classe e quella in aula, oppure di scegliere una linea ancora più dura e consentire soltanto le lezioni telematiche alle superiori per le prossime settimane.

Nel pacchetto, dovrebbero trovare spazio anche una serie di altre misure: tra le altre, nuove limitazioni orarie al cibo da asporto, un’ulteriore stretta su tutte le riunioni e gli eventi pubblici. Non è escluso che si decida di chiudere anche le palestre.

Milano si avvia quindi a prendere quella decisione che era stata chiesta al governo già dal governatore del Veneto Luca Zaia alla vigilia del Dpcm 13 ottobre ma che il governo non aveva voluto soddisfare. La stretta potrebbe arrivare nell'ordine a Milano, Monza e Varese mentre per adesso gli studenti di Bergamo, Brescia e Cremona sembrano "salvi". 

Verso il coprifuoco alle 22 in tutta Italia

Mille contagi in un giorno a Milano

A Milano ieri i contagiati registrati sono stati mille e cinquecento solo in città. L'indice di contagio Rt è oltre il 2 e, fa sapere il Corriere della Sera, un'ordinanza della Regione governata da Attilio Fontana  andrà a restringere ulteriormente le prescrizioni del Dpcm. Ieri, dopo l’incontro tra il governatore, le forze di maggioranza e di opposizione, sono circolate diverse ipotesi.

Una potrebbe essere quella di diversificare in maniera radicale gli ingressi scolastici, differenziando le entrate tra mattina e pomeriggio così da alleggerire il trasporto pubblico. Un’altra ipotesi riguarda gli studenti universitari. I corsi in presenza potrebbero riguardare solo le matricole, mentre gli altri studenti dovrebbero limitarsi alla didattica a distanza. Possibilità rigettata dal sindaco.

«Sarebbe un errore immaginare che nelle scuole e nelle università si vada verso una didattica a distanza totale». Ancora: si sta pensando di rivedere il numero di ingressi nei palazzetti dello sport. Mentre viene rimandata a una fase successiva la possibilità di prescrivere provvedimenti diversi per i territori di Milano, Varese e Monza.

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Oggi Fontana sentirà le Regioni, poi i sindaci delle città lombarde, dopodiché si confronterà con il Cts. A quel punto verrà firmata la nuova ordinanza. Intanto sono state vietate le visite nelle Rsa. 

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