Lunedì, 10 Maggio 2021

Come funziona l'esercizio isocinetico per la riabilitazione motoria

L'esercizio isocinetico è un esercizio muscolare compiuto a velocità costante, lungo tutto l'arco del movimento. La macchina utilizzata, chiamata appunto isocinetica, permette ai muscoli di tendersi e contrarsi ad una velocità sempre uguale, indipendentemente dallo sforzo impiegato. Ecco i benefici

Foto d'archivio

Avete mai sentito parlare di isocinetica? Si tratta di una metodica utilizzata in diversi ambiti: nella riabilitazione motoria, nella riatletizzazione, nel potenziamento muscolare e nella valutazione funzionale dell'atleta, tutto ciò attraverso l'utilizzo di macchine particolari che hanno la capacità di mantenere una velocità angolare costante e controllata nell'arco del movimento.

L'esercizio isocinetico, dunque, è un esercizio muscolare compiuto a velocità costante, lungo tutto l'arco del movimento. La macchina utilizzata, chiamata appunto isocinetica, permette ai muscoli di tendersi e contrarsi ad una velocità sempre uguale, indipendentemente dallo sforzo impiegato.

Com'è nata l'isocinetica

Diversi tentativi rudimentali di costruire dispositivi isocinetici vennero effettuati già molto tempo fa e prima del reale sviluppo di questo metodo, intorno agli anni Venti. Questo concetto, inizialmente abbandonato perché non aveva portato i frutti sperati, venne poi ripreso in Germania negli anni Cinquanta da Hettinger e Muller, noti per i loro studi sull'allenamento isometrico, ma i fondamenti veri e propri dell'isocinetica vennero gettati negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta dall'ingegner James Perrine, che nel 1967 brevettò il primo dispositivo isocinetico funzionante, il Cybex 1, e due anni dopo cedette il brevetto alla Lumex Inc., che commercializzò i primi dispositivi.

Nello stesso anno sul Physical Therapy (pubblicazione della American Physical Therapy Association) apparvero i primi studi sull'isocinetica realizzati da lui stesso ed altri esperti. Da allora l'isocinetica iniziò ad essere oggetto approfondito di studi accademici e di applicazione nell'ambito dello sport professionistico. Degni di nota i risultati di Michael Dillingham, direttore del programma di medicina dello sport alla Stanford University e medico sociale della squadra di football americano dei San Francisco 49ers. Oggi questo metodo è molto utilizzato e viene comunemente effettuato anche al di fuori dei centri specializzati.

Le macchine isocinetiche

Le macchine isocinetiche utilizzate nei trattamenti di riabilitazione, potenziamento muscolare e così via, utilizzano un meccanismo di tipo robotico o idraulico, in grado di aumentare o diminuire la coppia a seconda della resistenza incontrata e del carico in ogni punto dell'escursione. Permettono tipicamente un monitoraggio computerizzato in tempo reale dell'esercizio e forniscono un feedback visivo immediato a chi le utilizza.

Raggiunta la velocità impostata, dopo la fase iniziale di accelerazione, la macchina assorbe la forza ulteriormente applicata. Non consente perciò l'accelerazione, resa possibile dal miglioramento della leva, tramite una resistenza accomodante applicata al segmento corporeo. La resistenza che il muscolo incontra rimane quindi costante, mentre nei comuni movimenti dinamici la tensione varia al variare della leva.

Le macchine isocinetiche si dividono in pluriarticolari, che consentono di lavorare sui più importanti distretti mio-articolari, e monoarticolari. Di particolare importanza l'utilizzo nella riabilitazione del ginocchio.

I benefici

Tra i diversi benefici, ricordiamo che l'esercizio isocinetico ci aiuta nella:

  • prevenzione delle lesioni;
  • aumento dell'elasticità muscolare;
  • controllo dello sviluppo muscolare;
  • accorciamento dei tempi di recupero da operazioni o infortuni.

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