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Martedì, 16 Aprile 2024
Il caso

Perché Nordio ha confermato il 41 bis a Cospito. L'anarchico: "Io nel sarcogafo di cemento"

Le ragioni per cui il ministro della Giustizia ha detto "No" alla revoca del carcere duro per l'anarchico: "Ancora rilevante pericolosità sociale"

Alfredo Cospito non soffre di una patologia cronica, ma ha scelto di stare male. Non solo. Anche se in cella, la sua capacità di orientare la lotta degli anarchici è immutata. Con le sue decisioni ha innescato un'onda d'urto a livello nazionale ed europeo. Queste in estrema sintesi le ragioni per cui il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto "No" alla revoca del 41 bis all'anarchico. Laconico il commento dello stesso Cospito con i suoi avvocati: "Me lo aspettavo".

Diversi i punti presi in esame dal ministro Nordio. A iniziare dallo stato di salute dell'anarchico. Cospito è, come noto, in sciopero della fame. Le sue condizioni sono peggiorate e per questo è stato trasferito nel carcere di Opera, dove può avere una migliore assistenza sanitaria. Nordio ha infatti ribadito più di una volta che se da un lato lo sciopero della fame non può fare venire meno il carcere duro in automatico, dall'altro lo Stato deve tutelare la salute del detenuto. "Si è in presenza - scrive Nordio - non già di una persona affetta da una patologia cronica invalidante ma di un soggetto sano e lucido che si sta volontariamente procurando uno stato di salute precario per finalità ideologiche, perseverando nella sua condotta nonostante i reiterati inviti da parte dell'autorità sanitaria a desistere dal mantenere tale condotta autolesionistica". Per il ministro "le condizioni di salute di Cospito, derivanti in via esclusiva dallo sciopero della fame da lui attuato sin dalla data del 20 ottobre 2022, non sono tali da incidere in maniera significativa sulla sua rilevante pericolosità sociale e non sono idonee a giustificare l'adozione del domandato provvedimento di revoca anticipata del regime differenziato previsto dal 41 bis". 

Intanto Cospito ha rifiutato ancora una volta di sottoporsi a una visita psichiatrica. Viene costantemente monitorato con bollettini medici inviati anche più volte al giorno al Tribunale di Sorveglianza di Milano. Le sue condizioni, stando a quanto riferito da fonti qualificate, vengono definite allo stato stabili. Continua ad assumere sale e zucchero e a bere acqua e, se risultasse necessario, potrebbe essere trasferito nel reparto penitenziario dell'ospedale San Paolo.

Nordio si sofferma sull'uso che Cospito ha fatto dello sciopero della fame. "Il corpo di Alfredo Cospito è divenuto il catalizzatore che serviva all'azione strategica del detenuto che chiedeva unità di intenti e obiettivi pur lasciando a ciascuna formazione la libertà e l'autodeterminazione in relazione alla tipologia di atti da compiere. Le vicende che si sono verificate e registrate dimostrano che lo scopo è stato raggiunto", sottolinea il Guardasigilli.

Il responsabile della Giustizia sottolinea "l'immutata capacità del detenuto di orientare le iniziative di lotta della galassia anarco insurrezionalista verso strategie e obiettivi sempre più rilevanti". Inoltre, evidenzia il ministro, "i profili di pericolosità correlati al ruolo associativo di Alfredo Cospito (al di là della sua partecipazione di tipo concorsuale negli specifici episodi illeciti) risultano confermati dal moltiplicarsi delle azioni intimidatorie e violente seguite alla adozione del regime carcerario differenziato da parte di gruppi anarco insurrezionalisti". Nordio spiega che "Il mondo antagonista si muove ispirandosi ad Alfredo Cospito e a sostegno di costui, mediante azioni violente e di grave intimidazione, ossia proprio ciò che il detenuto propugna e che viene immediatamente raccolto e tradotto in pratica e in atti concreti".

Cospito: "Resto al 41 bis? Grazie"

"Vi ringrazio me l'aspettavo. Hanno deciso di tumularmi dentro questo sarcofago di cemento", le parole dello stesso Alfredo Cospito quando ha saputo la decisione di Nordio. L'anarchico è stato informato dal suo avvocato, Flavio Rossi Albertini. Lo stesso legale ha riferito il laconico commento.

"Da settimane - prosegue l'avvocato - mi aspetto il tracollo di Cospito ma evidentemente ha una tempra incredibile perché non sta più mangiando. È dimagrito 47 chili". Su Cospito "il problema è politico e giuridico. Su di lui c'è stata una torsione del diritto, Cospito ne è consapevole perché è un uomo intelligente. La questione non è risolvibile con una richiesta di grazia, che tra l'altro nessuno concederebbe", spiega Albertini.

Secondo l'avvocato, Cospito "è un anarchico individualista e applicare su di lui il 41 bis con la finalità "di recidere i rapporti con l'esterno è dunque un ossimoro". L'avvocato esclude però un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, o a Papa Francesco. "Conoscendo Cospito, escludo sia il capo dello Stato che il Santo Padre. Sospenderà lo sciopero della fame - aggiunge - solo quando sarà revocato il 41bis. Non è uno sciopero della fame per finta, non è una simulazione".

Quanto all'ipotesi dell'alimentazione forzata in caso di un tracollo delle sue condizioni, l'avvocato spiega annuncia battaglia: "Alfredo Cospito è stato chiaro e sarebbe irrispettoso alimentarlo artatamente. Lui ha lasciato disposizioni precise e lo ha fatto in condizione di perfetta lucidità. Una volontà che non possono violentare".

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