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Giovedì, 11 Agosto 2022
Politica Italia

L'M5s vuole il "legalicum" anche al Senato, Matteo Salvini pensa già alle primarie

Un articolo, due commi, sei righe da approvare in un giorno per andare alle urne. Si salda l'asse tra M5s e Salvini: "Al voto entro giugno, primarie per candidato premier" mentre Alfano ricorda che la data del voto sarà decisa da Mattarella

"Restituire la parola agli italiani ed andare subito al voto". Il giorno dopo la riscrittura dell'italicum da parte dei giudici costituzionali il Movimento 5 stelle propone di applicare il testo emerso dalla Consulta anche al Senato. La soluzione, secondo i parlamentari pentastellati delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, per andare alle urne sarebbe quindi di approvare il "legalicum" anche per il Senato: "Basta un giorno e un voto in Parlamento". 

"La Consulta - ricordano- oltre ad aver bocciato 'la legge più bella del mondo' come l'aveva definita Renzi, aveva già dichiarato incostituzionale anche la riforma Madia. Inoltre il Consiglio di Stato ha rispedito al mittente il decreto sulle banche popolari e l'Unione europea ha censurato la manovra, chiedendo correzioni sul deficit pubblico. Insomma, governo e maggioranza sono dei dilettanti allo sbaraglio, e devono essere subito mandati a casa dai cittadini, dato che loro non rispettano la parola data e rimangono attaccati alle poltrone".

Una ipotesi che piace anche al leader della Lega Nord Matteo Salvini che lancia un assist ai grillini: "Se c'è l'impegno da galantuomini di fare in fretta e votare le leggi entro la primavera noi ci siamo". Per il segretario leghista l'importante è il "Voto subito": "Si può votare domani mattina - insiste - chiunque chieda un passaggio parlamentare vuole puntare al vitalizio, vuole mantenere la poltrona. Serve un Parlamento nuovo, serio, giovane, onesto, un governo credibile per bloccare l'immigrazione clandestina, per ridurre le tasse e portarle al 15% e per mettere in sicuerzza tutti quei pezzi d'Italia che sono a rischio valanghe, frane, alluvioni e terremoti. Questo vogliamo fare e lo vogliamo fare entro giugno".

Il leader del Carroccio guarda anche agli alleati del Centrodestra e torna ad invocare le primarie in vista di una "necessaria" alleanza con Berlusconi e Forza Italia e Giorgia Meloni e i suoi Fratelli d'Italia. "Chi sarà il candidato premier lo sceglieremo alle primarie in tutta Italia e poi c'è da lavorare perché il mondo non aspetta la legge elettorale italiana".

NIENTE SCUSE PER TIRARE A CAMPARE. Quanto alla proposta del Pd di fare il Mattarellum, Salvini afferma: "Noi ci staremmo se il passaggio parlamentare durasse 15-20 giorni. Se è una scusa per tirare a campare all'autunno e all'inverno dell'anno prossimo no. Ci sono migliaia di italiani fuori casa, nei container, bisogna dare pieni poteri ai sindaci e far emergere le responsabilità di chi ha sulla coscienze ai morti dell'Abruzzo. Tempo da perdere per legge elettorali non ne abbiamo".

ALFANO FRENA. "La data del voto è nelle mani del Presidente della Repubblica" e la durata del governo Gentiloni "dipende dal Pd". Il ministro degli Esteri Angelino Alfano non entra nel gioco delle date e in una intervista al Messaggero pone dei distinguo tra due partiti: "Quello della melina rappresentato da chi usa la legge elettorale come pretesto per andare avanti. E quello della fretta rappresentato da chi dice: pur di andare al voto andiamoci anche con due sistemi differenti. Il nostro motto è: un articolo, due commi, sei righe" in modo che "l'Italicum modificato dalla Consulta si applichi anche al Senato con due sole aggiunte - spiega - Si introduca un premio di governabilità per la coalizione prima classificata, anche se essa non raggiunge il 40%. E si introduca, su indicazione della Consulta, un meccanismo di opzione per chi è eletto in più collegi al fine di evitare il sorteggio".

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